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A Utrecht, Chez B. Wild & J. Altheer, 1791. In-4° (24 cm x 18,5 cm). Pp. VIII, 114, (2). Con 10 grandi tavole ripiegate in fine incise da da Reinier Vinkeles tra il 1785 e il 1786 su disegno di Camper. Segnatura: *4, A-O4, P2. Legatura del tempo in mezza pelle chiara, autore e titolo dorati su tassello rosso sul dorso. Tagli rossi. Firma di possesso al front. cancellata in antico. Ex libris inciso settecentesco. Qualche raro ed insignificante segno del tempo, peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Prima edizione francese, tradotta dall’ olandese: “Verhandeling van Petrus Camper, over het natuurlijk verschil der wezenstrekken in menschen”, di quest’ opera che rese celebre il poliedrico medico olandese Petrus Camper, naturalista e grande specialista di anatomia comparata. In quest’ opera di fisiognomica, anatomia comparata e anatomia artistica l’ autore, già professore di medicina e chirurgia ad Amsterdam, propone una classificazione dei volti umani in base al paese di origine e all’ età descrivendo per la prima volta l’ angolo facciale dettandone le regole per una corretta misurazione craniometrica. Propone un nuovo metodo di disegno per la rappresentazione di tutti i tipi umani basato proprio su questa sua nuova teoria dell' “angolo facciale” o “angolo di Camper”.
Camper prese in considerazione i diversi visi e le caratteristiche facciali attraverso le varie epoche rapportandole alle variazioni climatiche, trattando anche dei diversi canoni di bellezza studiati secondo criteri craniometrici. Quest’ opera costituisce senza dubbio una delle migliori osservazioni dell’ epoca sulla struttura matematica della testa umana, o cefalometria. Camper disegna la linea di continuità che lega gli uomini alle altre creature, con l’ intento di dimostrare come l’ apertura dell’ angolo facciale sia proporzionale allo sviluppo dell’ intelligenza; l’ angolo si restringerebbe gradualmente, secondo una linea di progressiva bestialità, dall’ europeo all’ africano per arrivare fino alla scimmia. Le dieci tavole raffigurano vari volti e profili di scimmie, uomini, bambini, anziani e statue, disposti accanto ai loro crani e rappresentati secondo l’ angolo facciale. Sebbene non si tratti di un’ ipotesi nuova, tuttavia, grazie all’ artificio grafico adottato, la continuità tra la forma della testa dell’ africano e quella delle scimmie, una volta visualizzata, sembra mostrare con evidenza il presunto passaggio tra uomo e animale, passaggio che fino ad allora era stato solo ipotizzato e di cui il negro era fatalmente l’ anello della catena mancante. Tale teoria verrà in seguito distorta e strumentalizzata per giustificare la schiavitù, il razzismo e il genocidio.
Bibliografia: Blake, 76; Choulant, pp. 119-120, 286: “(...) questa piccola opera [contiene] le più preziose indagini sulla conformazione matematica della testa umana (cefalometria) e ha contribuito in modo determinante a far conoscere ampiamente il nome di Camper, poiché qui viene data per la prima volta la cosiddetta linea di vista di Camper, l’ angolo di vista corretto (...)”; Garrison-Morton n. 158: pour l’ édit. allemande de 1792: “Camper is chieffly remembered for the facial angle of his own invention.”; Kunst op Schrift, 1344 (Dutch ed., 1791); Nissen, 799; NLM, 105; Waller, 1728; Wellcome, I, 293; Wood, 277; Zachert/Zeidler, I, 307. >a<aaCfr. Dufrêne-Taylor, Cannibalismes disciplinaires […], p. 120; Falcone, Esame critico del tipo criminale, p. 19; Finger-Eling, Franz Joseph Gall Naturalist of the Mind, Visionary of the Brain, p. 58; Getrevi, Le scritture del volto […], p. 230; Lombardi-Bonomi, Osservazioni dalla casa dei folli: i saperi sulla follia […], p. 82; Mantegazza, Fisionomia e mimica […], p. 22; Quetelet, Anthropometrie ou mesure des differents Facultes de l'homme, p. 147; Weisman, The Origin of Race and Civilization […], p. 174.