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Milano, G. Daelli e Comp., 1862,1863,1864. 4 opere rilegate insieme in un vol. in-12° (15 cm x 9,5 cm). Pp. XVIII, 274; (2), 391, (1); 71, (1); XVI, 89, (3). Solida legatura ottocentesca in mezza tela bordeaux. In antiporta della prima opera, in xilografia, ritratto di profilo di Tiziano Vecellio entro cornice ovale. In antiporta dell’ ultima opera, in xilografia, ritratto di monsignor Paolo Giovio entro cornice ovale. Una traccia di carta azzurra al margine interno del front. della raccolta di Foscolo, peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Bella raccolta di ottime e curate edizioni: Il famoso “Dialogo della pittura” dell' Aretino che glorifica Tiziano Vecelio. Al termine del dialogo, si trovano le lettere scritte da Tiziano a vari personaggi: Il Doge di Venezia, il marchese di Mantova, il re Filippo d’ Inghilterra, il cardinale Farnese, le lettere dall’ Aretino al pittore ed in ultimo a Veronica Gambara. Il “Ragionamento” del Giovio è uno dei principali trattati di imprese del Rinascimento italiano. L’ edizione presenta, relativamente ai tempi in cui apparve, anche un interesse filologico, in quanto vengono date in appendice le aggiunte, le varianti e le correzioni al “Dialogo delle Imprese” gioviano presenti nelle edizioni del Giolito de’ Ferrari del 1557 e del Rovillio di Lione del 1574. La prefazione e le cure dell’ edizione sono di Carlo Tèoli. Composta tra l’ agosto e il settembre del 1551, l’ opera, strutturata in forma di dialogo tra l’ autore e Ludovico Domenichi, fu pubblicata postuma a Roma per Antonio Barrè nel 1555, con dedica a Cosimo de' Medici. Subì rimaneggiamenti, censure e interpolazioni da parte dei curatori, soprattutto il Ruscelli, che addirittura la arricchì di alcune aggiunte, ma, nonostante tali interventi, conobbe ampia fortuna, come testimoniano le numerose citazioni di quasi tutti i trattatisti di imprese, da Scipione Ammirato a Emanuele Tesauro.