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Collage di elementi diversi sagomati a foglia in poliuretano espanso, assemblati e dipinti a mano su tavoletta. Opera realizzata da Gilardi nel 1978. Editore: Plura Edizioni, Milano. Dimensioni: 21 cm x 15 cm. Tiratura di 120 esemplari in numeri romani, il nostro n. LI/CXX. Numerato, datato e firmato dall’ artista al verso dell’ opera. Ottimo stato di conservazione.
Pesche cadute dopo un temporale, vegetazione caduta o bruciata, un sottobosco innevato, un campo di angurie, di mais o zucche, questi sono alcuni dei temi caratteristici dei Tappeti-natura di Piero Gilardi.
Dalla metà degli anni ’60 a oggi, i Tappeti-natura (a metà strada tra pittura e scultura) sono un segno di riconoscimento del suo lavoro per parlare di una natura intima e familiare che risuona in noi. Ben prima di certi problemi ecologici, Gilardi si preoccupava di rappresentare la natura non sotto forma di paesaggi ma piuttosto di frammenti, adottando uno sguardo orizzontale più vicino alle cose per mostrarci una natura catturata nei suoi minimi dettagli e per attirare la nostra attenzione su ciò che non guarderemmo altrimenti. Protagonista delle prime mostre di Arte Povera alla fine degli anni ‘60, Gilardi ha privilegiato parlare della natura non utilizzando materiali elementari ma usando un materiale industriale e contemporaneo, il poliuretano espanso, che taglia, sistema, incolla e dipinge per rivelare una natura spinta oltre la realtà con i suoi colori brillanti, vibranti e gioiosi.