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Milano, Nella Stamperia di Giuseppe Marelli, 1776. In-12° (17,5 cm x 10,5 cm). Pp. 10 (da 15 a 24 di “Scelta di opuscoli, Milano, Marelli, 1776). Brossura ottocentesca verde. Esemplare in ottimo stato di conservazione.
Prima ed unica edizione di questa rara plaquette in cui l’ A. descrive questo strano caso teratologico affrontato però con l’ approccio di un’ epoca in cui la teratologia non aveva preso ancora quella veste scientifica più definita a cui giungerà solo nel XIX secolo. Infatti la descrizione inizia: “Gli scherzi della Natura hanno invitato a se in ogni tempo gli sguardi incuriositi de’ Fisici…quasi che l’ umana debolezza pruovi una specie di compiacenza nel cogliere la Natura stessa in errore.”. “Un Bambino mostruoso nato in questa città di Lione…l’ illustre chirurgo di questa nostra città M. Flurant fu chiamato nel Giugno 1774 ad assistere al parto di una Dama gravida solo di sette mesi.”. “Il Bambino che elle diede alla luce parve addolorato e di costituzione assai debole anche per un feto In di sette mesi…lo stato del bambino annunziava una morte vicina.”. “Morto il bambino egli ottenne di poter farne l’ esame, e la notomia. Ebbe la gentilezza di avvisarmene”.
“Alla prima ispezione il Bambino creduto sarebbesi ermafrodito,…se l’ ermafroditismo…non fosse che una chimera. Egli avea infatti l’ apparenza di ambi i sessi; ma era nato per offrire una stranezza ancora più singolare.”. “La parte maschile parea dominare…un’ appendice carnosa rappresentava la verga e pel luogo che occupava…ma tutta la conformazione anteriore invitava a sospettare…realmente il Bambino non era fornito di niuna delle parti essenzialinè dell’ unoi né dell’ altro sesso.”. “L’ appendice che rappresentava il membro virile, parve composta di grasso e da poca carne inorganizzata…non v’ era glande, non uretra, e niuna perforazione.”. “nelle stranezze de la confusione osservata mai descritta prima da niuno dottore, non si trovò alcun vestigio della vagina. La vescica osservata prima era inccollata sul retto, che per colmo di disordine era senza foro alla sua estremità. Mai descritto prima in niuna specie di natura, Il Bambino era nell’ impossibilità di rendere il superfluo degli alimenti.”. “Dissesto simile negli organi della generazione di cui non si trovò nessun indizio…al di sotto di un picciol corto poco evidente, ch’ ei sospettò una verga, o una clitoride mal formata…io non ho una supposizione sul fatto che simili mostri possano vivere…”. “Io potrei citare di un mendico di anni venticinque circa che ho veduto nelle nostre prigioni nella visita l’ anno 1763 o 1764…quest’ essere sciagurato non avea indizio esteriore di niun sesso ma che avendo sempre, come descritto nel nostro, avea una prominenza rossiccia, grassa e spugnosa i cui pori su tutta la superficie lasciavano trasudare l’ orina…”. Il testo prosegue poi con la descrizione di due altri casi osservati a Lione e nelle vicinanze, facendo si che l’ Autore infine si porga un perché “…la Natura ha voluto tali bizzarre mostruosità a Lione tutte nel breve tempo di questi pochi anni.”.