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Venetiis, Apud Io : Baptistae Cestari, & Franciscum Bolzettam, 1642. In-8° (15,7 cm x 10,4 cm). Pp. (8), 348, (16). Segnatura: [p] 4, A-Z8.Bella e solida legatura coeva in piena pergamena rigida con fermagli a laccetto conservati, al centro del piatto ant. grande stemma alle armi dell’ abbazia benedettina di Lambach in alta Austria. Libro appartenuto molto probabilmente ad un illustre dignitario religioso locale, le cui iniziali “M.A.L.” sono inserite nello stemma accanto alla mitra vescovile. Tagli azzurri. Capolettera e fregi in xilografia. Carattere corsivo, greco e romano. Nell’ angolo inf. est. del front., antico timbro del monastero di Lambagens (Lambach). Vicino alla marca tipografica con una donna che tiene un olivo e una cornucopia, un’ antica firma di possesso manoscritta cancellata. Una piccola goretta al margine sup. del front. ed un foxing molto lieve, le carte Z4 e Z4(2) leggermente corte in testa senza toccare il testo, peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Rara ed apprezzata edizione corretta ed ampliata, in raffinata legatura coeva, di questo celebre dizionario medico. “Il precedente lessico di Gorraeus costituì la base di quest’ opera, che fu ristampata in diverse edizioni, l’ ultima nel 1792”. Un lessico antico e influente con spiegazioni accurate dei termini medici greci in latino, che si conclude con, in appendice, un vocabolario trilingue di pp. 16 che traduce la nomenclatura medica in arabo, greco e latino. La terminologia medica era peraltro a quel tempo assai vaga, pur essendosi accresciute molto le cognizioni, per cui non era facile per i medici accordarsi sul significato di una parola. Muovendo da quest’ esigenza, l’ A. traccia una storia della medicina dall’ antico Egitto, dove sorse come scienza autonoma, alla Grecia dove ricevette i suoi fondamenti con Ippocrate, passando poi tra gli Arabi per tornare in Europa solo cinquecento anni dopo. “[…] si comprende pertanto come il lessico medico abbia subito continue variazioni, accrescendosi continuamente anche per l’ apporto degli alchimisti, sulle orme di Paracelso” (DB.I.). Medico e filosofo messinese, Bartolomeo Castelli, per la sua dottrina ed erudizione, fu a lungo docente di medicina all’ Accademia di Messina e pubblicò nel 1597 un fondamentale “Totius artis medicae methodo divisiva compendium et synopsis” che fu usato fino alla metà del XVII secolo come prontuario medico. "L’ opera da cui però egli ricavò maggior fama fu questo dizionario universale dei termini medici, che concepì e realizzò per primo, anche se qualche tentativo in questa direzione era già stato compiuto da vari medici sia della scuola cosiddetta spagirica, come G. Johnson e L. Thurneiser, sia di quella dogmatica, come G. Gorne e Anuzio Fesio.
Bibliografia: Blake, 81; Choulant, S. 426; Ebert, 3662; Eloy,II, p. 64; Griffante-Minuzzi, I, p. 189; Krivatsy, n. 2220; Garrison-Morton, 6794; Hirsch, I, 852; Jöcher, 1744; Narbone, IV, P. 497; NLM, p. 61; NLM XVII, p. 219; Mira, I, p. 193; Waller, 90; Wellcome, p. 311. Cfr. Carpanetto, Scienza e arte del guarire tra Sei e Settecento, p. 221; Daston, Histories of Scientific Observation, p. 79; Ferrara, Storia generale della Sicilia, VI, P. 353; Motolese, Lo male rotundo: il lessico della fisiologia e della patologia nei trattati di peste fra Quattro e Cinquecento, p. 323; Olmi, Rappresentare il corpo arte e anatomia da Leonardo all’ Illuminismo, p. 45; Roccaro, Platonismo e aristotelismo nel Mezzogiorno d'Italia (secc. XIV-XVI), p. 257.