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In Venezia, Presso Antonio Bortoli, 1740. In-8° (16, 5 cm x 11 cm). Pp. XVI, 368. Segnatura: a8, A-Z8. Solida legatura coeva in piena pelle marrone, autore e titolo su tassello sul dorso riccamente ornato da complessi fregi floreali in oro entro i 5 cassetti. Al contropiatto ant., ex libris manoscritto datato 1775 “Ex libris Notarii Joseph Martini Gassini Ripulensis”. Qualche minimo ed insignificante segno del tempo ai margini ed agli angoli esterni di poche pp., peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Bella ed apprezzata edizione (Var. B con la p. 353 erroneamente numerata 3) di quest’ opera esemplificativa della propaganda anti-ebraica del Settecento italiano, il più famoso e maldicente trattato sull'ebraismo. Tra gli argomenti: Nascimento degli ebrei; Circoncisione; Riscatto de’ primogeniti; Educazione e studio; Talmud; Creazione e autorità dei rabbini; Sinagoghe, oratori, case; Sacerdoti e leviti; Gli abiti, come in casa, così in sinagoga; Orazione e sua preparazione; Traffichi, professioni, negozi; Mensa; Sogni; Giuramenti e voti; Confessione; Digiuni e penitenze; Festa del Sabbato; Anno, mese, festa delle Calende; Solennità, Pasqua degli Azzimi; Pentecoste; Capo d’ anno; Festa delle Espiazioni; Festa de’ Tabernacoli; Festa delle Encenie; Festa del Purim; Sposalizio, matrimonio, mestruo, repu-dio, divorzio; Liberazione della cognata o discalceamento; Infermità, morte, sepoltura e lutto; Opinioni degli ebrei intorno all’ inferno e demonj, paradiso e angeli; Opinioni intorno al Messia; Gastigo che patisce presentemente la sinagoga in pena di non aver accettato il Messia, sua ostinazione, cecità e odio che professa al cristiano, specialmente al neofito.
Lasciando da parte l’ evidente e forte ostilità del Medici, il testo è sorprendente ed apre scorci inediti sul vissuto ebraico dei secoli scorsi. “Fausto Parente ha messo in luce l’ importanza delle pubblicazioni del Medici e il ruolo del volume ‘Riti e costumi degli ebrei confutati’ nell’ ambito della letteratura antiebraica pubblicata in Italia dalla metà del XVI alla metà del XVIII secolo, sottolineando come esso rappresentò una svolta rispetto all’ impiego dei temi teologici tradizionali, posti in secondo piano per incentrare il discorso sulla polemica ritualistica. Già dai contemporanei fu stigmatizzata l’ acribia con cui il Medici fu attivo nell’ opera conversionistica suscitando proteste, come quelle della comunità di Senigallia e quella del rabbino romano Corcos. La protezione accordata al convertito Paolo Medici da Cosimo III può essere meglio compresa se inquadrata nel disegno del granduca di costruire la sua immagine di custode della tranquillità e dell’ identità religiosa dello stato come manifestazione di un potere assoluto. La grande diffusione, nonostante il valore essenzialmente compilativo degli scritti del Medici, e le molte edizioni dell'opera ‘Riti e costumi degli ebrei confutati’ trovano nello studio di Giuseppe Dell’ Agata nuovi spunti di riflessione. In particolare le traduzioni, che si ebbero nell'impero turco, prima in greco e poi in bulgaro, mostrano quanto la posizione antiebraica del Medici sia stata recepita nell’ Ottocento dai nascenti paesi dell’ est europeo” (Fischer, Vivere fuori dal ghetto. Ebrei a Pisa e Livorno, p. 295).
L’ autore Paolo Sebastiano, della comunità ebraica livornese, a sedici anni decise di prendere il battesimo, cambiando nome e voltando le spalle alla famiglia e in cui era nato. In segno di apprezzamento per il passo del giovane, il granduca Cosimo III de’ Medici volle fargli da padrino, e gli concesse il proprio cognome. Ebreo convertito al cristianesimo divenne uno zelante fanatico nelle sue pubbliche condanne del popolo e delle pratiche ebraiche, impegnandosi molto nel proseliticmo verso i suoi ex correligionari ad abbracciare la fede cristiana.
Bibliografia: NUC Pre1956, CCCLXXIII, p. 435; Olscki, Bibliografia delle edizioni giuridiche antiche in lingua italiana, III, 3; Remondini, Catalogus librorum omnium Venetiis editorum, Rosenberger, p. 276; CXLVIII. Cfr. AA.VV., Italia Judaica atti del convegno…, p. 369; Bucaria-Luzzati-Tarantino, Ebrei e Sicilia, p. 20; Castaldini, La segregazione apparente gli Ebrei a Verona nell'età del ghetto, secoli XVI-XVIII, p. 150; Castaldini, Tradizioni ebraiche in Italia, p. 23;