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Rarissima cartolina originale di fine ‘800 o primo '900 riguardante il mondo dei fenomeni da baraccone e dei Freaks stampata in litografia. Formato 14 cm x 9 cm. Ottimo stato di conservazione.
I giganti Battista e Paolo Antonio Ugo, erano due fratelli originari di Vinadio, in provincia di Cuneo, noti per la loro eccezionale altezza, erano chiamati i “Giganti delle Alpi”. Insieme a loro, spesso appariva anche un famoso nano francese, Adrien, con il quale formavano un contrasto particolarmente suggestivo.
Francesizzati ben presto a seguito delle veloci influenze economiche della valle, e notati da un circo itinerante, fecero presto la fortuna di molti mercenari e viaggiarono in Europa con la loro stazza, acquisendo una discreta fortuna sino alla morte improvvisa di Paolo, a soli 26 anni.
I due fratelli raggiunsero fama internazionale grazie alle loro esibizioni nel circo, anche negli Stati Uniti nel circo Barnum & Bailey diventando una delle loro attrazioni principali. Battista, il più grande, nacque il 21 giugno 1876, mentre Paolo nacque il 28 giugno 1887. Acquisirono una discreta fortuna sino alla morte improvvisa di Paolo, a soli 26 anni. Battista (Hugo) continuò a fare i suoi spettacoli come dipendente della Ringling Bros finché non si unì stabilmente con il circo dei Fratelli Ringling, nel 1919, facendo da allora insieme gli spettacoli. I ruoli erano pur sempre umilianti e Hugo dovette interpretare anche Tarzan tra le risate degli spettatori. Ma la pressione psicologica, anche di fronte ad un successo cavalcato su una diversità derisa, alla lunga uccide. Infatti, la salute di Hug, alto ben 238 cm contro i 160 dell’epoca, venne a mancare e presto, nel 1916, si spense a Manhattan.
La leggenda americana vuole che il suo corpo venne trafugato dal Greenwood Cemetery di Brooklyn dai nativi americani, sventurati compagni nei circhi, per essere seppellito nelle poche terre selvagge che ancora, in epoca, non erano state strappate alla cultura dei pellerossa. Il giorno successivo alla morte dell’ultimo gigante italiano la notizia apparve sul New York Times e nelle strade della città si diffuse una malinconica notizia che riguardava un gigante italiano: sui giornali iniziò a circolare la voce Hugo era morto di nostalgia per la sua amata terra natia, l’Italia.