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Scatola porta “moschette” (nei finti) in cartone dorato goffrato. Fine XVIII secolo.
Diametro: 5,8 cm
Coperchio in vetro stampato decorato con inclusioni metalliche: il famoso Cappello dell’ Imperatore e spade incrociate, marchiato in bianco "Petit Chapeau".
Qualche minimo ed insignificante segno del tempo, peraltro esemplare in ottimo stato di conservazione.
Le “Moschette” sono quei vezzosi accessori che nel Settecento erano usatissimi dalle donne: i nei finti. Si trattava di veri e propri oggetti di seduzione, ma anche di simboli della propria posizione sociale. Fabbricati in taffetà nero, venivano posizionati sul viso o sul seno delle donne e venivano chiamati “mosche o moschette” perché, per certi versi richiamavano la forma del fastidioso insetto. All’ epoca, quella dei nei finti, non era solo una moda ma anche un vero e proprio mezzo di comunicazione tra i rappresentanti delle alte classi sociali. I nei, infatti, racchiudevano un linguaggio segreto e in base a dove venivano posizionati dalle donne che li portavano, il messaggio che si voleva comunicare cambiava.
Potevano avere diverse forme dalla classica più arrotondata a quella di cuore, fino a passare per la più particolare forma di mezzaluna o di stella. Il loro significato era quasi sempre malizioso ma, nello specifico, il messaggio che si voleva comunicare dipendeva dalla loro posizione con regole ben precise. Se messo vicino alla bocca e specialmente agli angoli o sul labbro inferiore si voleva comunicare voluttà e in questo case le “moschette” venivano chiamate “assassine” se vicine alla bocca, “galanti” se posizionate sugli angoli e “civette” sul labbro inferiore. Messi sulla gola, i nei finti, invece, indicavano galanteria, si chiamavano appunto “galanti”, sul naso, sfrontatezza e la “moschetta” era denominata appunto “la sfrontata”, sull’ angolo degli occhi stavano a indicare la passione ed in questo caso era chiamata “l’ appassionata” mentre, sempre vicino agli occhi ma più discostata dall’ angolo, la moschetta indicava l’ irresistibilità e da qui il nome “l'irresistibile”. Quando il neo veniva posizionato al centro della fronte, invece, indicava la maestosità e la “moschetta” corrispondente veniva chiamata appunto “maestosa”.
Quel piccolo punto nero sul viso era un vero e proprio malizioso linguaggio dei sensi, simbolo di eleganza, stile e seduzione che permetteva alle dame di dire molto di sé in un “timido” silenzio, solo con civettuoli giochi di sguardi.