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Paris, Libraire de l’ art indèpendant, Londres, Elkin Mathews et John Lane, 22 fevrier 1893. In-8° (20,4 cm x 14,7 cm). Pp. (4), 84, (4). Stemma di Felicien Rops al frontespizio. Dedicatoria a Pierre Louys. Brossura editoriale viola Porpora di Tiro scelta volutamente da Wilde stesso, autore e titolo impressi sulla copertina anteriore (dorso originale abilmente consolidato, coloritura un po’ sbiadita come peraltro tutti gli esemplari apparsi sul mercato). Proprio in una lettera a Campbell Dogson, l’ autore osserva che “Bosie is very gilt-haired and i have bound Salome in purple to suit him”. Ne present anche una copia a Bernarde Shaw osservando che “Salome presents herself to you in purple raiment”. Esemplare internamente in ottimo stato di conservazione.
Prima rara edizione impressa su carta pesante, uno dei 600 esemplari impressi per il commercio di questa che è fra le opere più famose di Oscar Wilde composta durante uno dei soggiorni parigini dello scrittore e drammaturgo irlandese. Scritta in francese per Sarah Bernard la quale però, nonostante le numerose prove, si rifiutò di interpretare il personaggio sulle scene a causa dello scandalo che aveva travolto Wilde. L’ autore non la vide mai rappresentata, era infatti in prigione quando fu messa in scena a Parigi per la prima volta l’ 11 Febbraio 1896 al Theatre de l’ Oeuvre. Lord Alfred Douglas (Bosie) tentò inizialmente la versione inglese nel 1894 ma, non riuscendovi, la sua traduzione venne in realtà sostituita con un’ altra rimasta anonima approvata da Wilde. La tragedia fu però considerata eccessivamente scabrosa all’ epoca perché portava in scena personaggi biblici e il Lord Ciambellano ne vietò la rappresentazione. Nonostante una rappresentazione clandestina nel 1905, andrà in scena senza censure nel Regno Unito solo 40 anni dopo, nel 1931. L’ opera narra la distruttiva passione della figlia di Erodiade Salomè per il profeta Giovanni Battista, impietosamente fatto decapitare da Erode per il capriccio della figliastra le cui attenzioni il profeta aveva rifiutato dopo averla condannata moralmente per la sua condotta di concubina; l’ episodio si riferisce a la danza che Salomè fece in onore dello zio/amante della madre in cambio della testa di Giovanni Battista.
Salomè appare alla fine dell’ Ottocento come la grande personificazione dell’ anima perversa, la donna ammaliatrice e satanica, assumendo il ruolo che un tempo era appartenuto a Cleopatra ed Elena. Salomè rappresenta un unicum nella produzione drammatica di Oscar Wilde le cui opere sono infatti riconducibili a commedie dall’ ambientazione a lui contemporanea, nelle quali irride la società del suo tempo. Questa tragedia si collega invece a una lunga tradizione che aveva elaborato nelle più svariate forme l’ episodio biblico. Il dramma di Oscar Wilde è una summa dei temi del Decadentismo, il linguaggio invece, vero elemento di rilevanza dell’ opera, è imbevuto del Simbolismo della scrittura teatrale di Maurice Maeterlinck.
Bibliografia: Mason, 348; Nelson, 1893.3. Cfr. Andrews, Wilde Writings Contextual Conditions, p. 117; Beckson, Oscar Wilde, p. 151; Devereux, Salomania and the Representation of Race and Gender in Modern Erotic Dance, p. 43; Dierkes-Thrun, Salome's Modernity Oscar Wilde and the Aesthetics of Transgression, p. 235; Frankel, Oscar Wilde The Unrepentant Years, p. 326; Jackson-Small, The Complete Works of Oscar Wilde, III, p. XXV; Frankel, The Invention of Oscar Wilde, p. 270; Mickail, Oscar Wilde An Annotated Bibliography of Criticism, p. 117; The Oxford Handbook of Oscar Wilde, p. 498; Raby, The Cambridge Companion to Oscar Wilde, p. 140; Streete, The Salome Project Salome and Her Afterlives, p. 86.