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Grande e pesante mazza da guerra dell’ Isola di Malaita (Isole Salomone). È decorata con un viso stilizzato costituito da piccoli occhi ed un naso allungato; gli occhi sono incisi a rilievo secondo l’ ancestrale motivo “laa’ engari”, costituito da losanghe stilizzate interrotte da piccoli triangoli o quadrati. I disegni incisi vengono poi colmati, per evidenziarne la presenza, con calce bianca ottenuta da corallo bruciato o con la polvere macinata di una pietra bianca chiamata “foulafu”.
Parte Nord dell’ isola di Malaita, Isole Salomone, Oceania.
Legno di Tooa con bella e calda patina del tempo. L’ uso tradizionale prevede che la mazza finite venga immersa nel fango, con acqua salata o dolce, per circa un mese, durante il quale acquisisce una finitura nera lucida. Questa operazione viene eseguita temporaneamente e prima di un scontro bellico o di un importante incontro sociale.
Dimensione: 72 cm.
Epoca: fine XIX sec., inizio XX secolo.
Esemplare in ottimo stato di conservazione.
Gli “Alafolo” o “Afui” sono mazze antropomorfe i cui colpi vengono sferrati con entrambi i lati della mazza, ma non con la punta. Le loro dimensioni variano da meno di 90 cm a 120 cm di lunghezza. Gli occhi degli “Alafolo” presentano diversi motivi incisi, il più ancestrale dei quali è il “laa’engari”. Alcuni “Alafolo”, come il nostro, presentano un disegno raffigurante una proboscide di farfalla sull’ impugnatura “googou” che può essere anche incisa. Su entrambi i lati del naso è possibile trovare un foro utile per inserire delle foglie di felce (felce Lycopodium) che servono a proteggere i guerrieri dalla stregoneria.
Bibliografia: Vedi esemplare illustrato in: K. Conru, Arte delle Isole Salomone, Milano 2008, ill. n° 65 Continente: Oceania.