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“Prospectus Plateae et Palatii Regii Illuminarti Augustae Taurinorum”. (ripetuto a destra in francese) “Vüe de la Place, et Palais Royal illuminée à Turin”.
Incisione originale eseguita ad acquaforte su matrice di rame pubblicata in Bassano dall’ editore Remondini nel 1770 ca. Dimensioni: il foglio 53,5 cm x 38,5 cm, alla battuta di lastra 42,6 cm x 33 cm. In lastra, sotto la linea marginale, titolo in latino e in traduzione francese. Esemplare in stato di conservazione molto buono.
Bella e famosa incisione, rara veduta prospettica di piazza Castello e del Palazzo Reale con, in primo piano, due file di truppe schierate ai lati d’ ingresso del palazzo ed altri personaggi a piedi. Sulla destra, la perduta Galleria di collegamento tra Palazzo Madama e Palazzo Reale: la manica di collegamento tra il Castello di Torino (Palazzo Madama) e l’ antico Palazzo del vescovo (abbattuto per edificare Palazzo Reale) era originariamente costituita da un piano terreno porticato e da un primo piano coperto che serviva da passaggio sicuro tra le due principali sedi del potere cittadino. Quando Emanuele Filiberto nel 1563 trasferì la capitale del ducato da Chambéry a Torino e fissò la sua residenza nel palazzo vescovile, questo ambiente divenne parte integrante della dimora del duca. Questa architettura “La Grande Galleria” fu decorata sin dal 1587, per volontà del duca Carlo Emanuele I, per celebrare la dinastia sabauda e per ospitare la ricca collezione di libri e oggetti del sovrano. Per sistemare degnamente la sua collezione il duca fece modificare il progetto di allestimento, incentrato sulla celebrazione della dinastia sabauda, ideato dal pittore Federico Zuccari, e fece sistemare intorno al 1607 nella galleria undici armadiature per lato. Ogni mobile era tripartito e contrassegnato da un cartiglio che indicava la disciplina alla quale erano riconducibili gli oggetti che vi erano ospitati.55
Bibliografia: Peyrot, II, 198.I.