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Berlin-Schöneberg, Suhrkamp Verlag Vorm. S. Fischer, 1948. In-8° (20,5 cm x 13 cm). Pp. 51. Brossura cartonata editoriale a stampa. All‘ occhietto, una bella ed elegante firma autografa di Thomas Mann in corsivo a stilografica blu. Esemplare in ottimo stato di conservazione.
Prima edizione autografata di questo famoso saggio di Thomas Mann sulla filosofia di Nietzsche alla luce degli eventi dei due conflitti mondiali e della crisi sociale del tempo. Non esiste altro pensatore e scrittore che abbia esercitato su Thomas Mann un influsso cosi duraturo come quello esercitato da Nietzsche. Scritto tra il 19 febbraio e il 17 marzo 1947, una versione ridotta del testo fu presentata per la prima volta come conferenza in inglese, il 29 aprile 1947, all’ Auditorium Coolidge della Library of Congress a Washington. Fu stampata in tedesco nel giugno del 1947, in occasione di una riunione del Pen club di Zurigo. I saggi di T. Mann sul filosofo tedesco menzionano Nietzsche con rispetto, e perfino con venerazione, anche se proprio in questo saggio, guarda il suo filosofo preferito attraverso le lenti di nazismo e della seconda guerra mondiale, finendo col prendere una sempre maggiore distanza critica dal pensatore di Lützen, anche se, molte delle idee di Nietzsche, particolarmente sugli artisti e sull’ estetica sono fatte proprie ed esplorate in modo approfondito nelle opere di Mann. L’ autore si è sempre confrontato criticamente con il pensiero di Nietzsche, in particolare nel suo romanzo del 1947, il Doktor Faustus in cui uno dei personaggi rappresenta proprio Nietzsche nella finzione scenica analizzando il rapporto tra la follia e il genio, la malattia e la cultura, la crisi europea e il nazionalismo, temi centrali che risuonavano nella Germania del dopoguerra, influenzata anche dall’ eredità del filosofo. La sua lettura, influenzata dalla crisi dei due conflitti mondiali, evidenzia come la follia di Nietzsche sia inseparabile dalla sua stessa esistenza e dalla sua filosofia, utilizzandola come metafora della decadenza culturale ed esistenziale.. Per Mann il pensiero di Nietzsche non si è sviluppato nell’ intenzione di pronunciare delle verità assolutamente valide per ogni tempo e luogo, bensì in reazione ad una cultura che andava pericolosamente unilateralizzandosi verso il razionalismo. Tutto l’ estetismo nietzschiano, la sua esaltazione della guerra e dell’ uomo eroico, la presa di posizione contro la ragione a difesa dell’ istinto, sono nati come una risposta degli spiriti liberi alla morale borghese marcescente. L’ orrore senza precedenti della Grande Guerra, la profonda crisi intellettuale e morale europea culminata nel disumano durante il Secondo Conflitto Mondiale, hanno messo bene in chiaro come predicare oggi il superamento dell’ intelletto con l’ istinto sia completamente assurdo. Mentre a prima vista può sembrare che Mann sostenga una banale contestualizzazione di Nietzsche nel suo periodo storico, le cose non stanno così superficialmente. La vera tesi della conferenza di Mann è che l’ unica costante di Nietzsche non si trova in alcuna delle sue idee, bensì nel suo atteggiamento verso il pensiero: spezzare la forma a favore del flusso affinchè questo possa creare una forma nuova.
Bibliografia: Beck, 399; Buergin, I, 80; Wilpert, II, 108. Cfr. Kaufmann, Nietzsche, Philosopher, Psychologist, Antichrist, p. 24; Mayer, The Persistence of the Old Regime Europe to the Great War, p. 194; Mundt, The Persistence of the Old Regime Europe to the Great War, p. 251; Picart, Thomas Mann and Friedrich Nietzsche Eroticism, Death, Music, and Laughter, p. XIV; Schonfield, Art and its uses in Thomas Mann’ s 'Felix Krull, p. 25; Stern, A study of Nietzsche, p. 214; Vattimo, Nietzsche An Introduction, p. 240.