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[Paris], Ch. Lahure, imprimeur du Senat, 1853. In-8° (22,5 cm x 13,5 cm). Pp. 26. Con 4 tavole f.t. impresse in litografia a colori. Brossura del tempo. All’ angolo superiore destro della bross. ant., dedica autografa dell’ autore “a M. O. Barbier Son bien T. Deveria”.Al verso della c.b. iniziale, annotazione manoscritta del famoso arabista ed egittologo francese Arthur-Ali Rhoné “Aequis par un amie de Th. Deveria et de O. Barbier morts l’ un en 1871, l’ autre, conservateur a la Bibl. Nationale, en 1879. Arthur Rhone 1892. ». Esemplare a pieni margini ed ancora completamente in barbe, in ottimo stato di conservazione.
Prima edizione, dall’ illustre provenienza, di questo interessante ed approfondito saggio, rilegato autonomamente in occasione della sua lettura dal XXII volume delle “Memoires de la Societè Imperiale des Antiquaires de France”. Nella mitologia egizia, la “dea d'oro” è spesso un riferimento alla dea Hathor (o Hathor-Nebet-Hotep), il cui nome egizio Nbwt o Nebet si traduce come “La Dorata”. “Noub” o “Nebet” si riferisce direttamente all’ oro, un metallo considerato nell’ antico Egitto la carne degli dei. Théodule Charles Devéria è stato un celebre fotografo, specializzato in ritrattistica, ed illustre egittologo parigino, importante collaboratore del famoso Auguste Mariette, fondatore del Museo Egizio del Cairo.
Bibliografia: Carson, Feminist Spirituality and the Feminine Divine, p. 38, 167; Cheron, III, p. 937; Fesch, p. 485; Porter-Moss, III, p. 147; OCLC, 730878001. Cfr. Hasthings-Gray, Encyclopaedia of Religion and Ethics, III; p. 105.