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S. Thomae Aquinatis in quatuor libros Aristotelis De Coelo, et Mundo Commentaria : quae, cum Morte praeventus perficere non potuerit, absolvit Petrus de Alvernia : cum duplici textus tralatione, Antiqua videlicet, & Iovannis Argyropoli nova, Quae omnia super sunt maxima diligentia castigata. Duo item indices nunc additi sunt, Alter Librorum, ac Lectionem summas continens, Alter Comentariorum scitu digna demostrans. Quorum omnium castigatio legenti patebit.
Venetiis, Apud Hieronymum Scotum, 1562. In-Folio (34 cm x 22,5 cm). Pp. 399. Pp. (10), 399, 1 carta bianca. Segnatura: *6, A-M8, N4. Legatura coeva in piena pergamena semirigida, autore e titolo manoscritti sul dorso. Al frontespizio, grande ritratto in xilografia di Aristotele rappresentato di profilo entro cornice ovale bordata dalla dicitura "vera Aristotelis Stagiritae efigies Peripateticae disciplinae principis". Capilettera abitati xilografati. Illustrazioni in xilografia nel testo. Alla carta H1(v) una fra le più famose illustrazioni cosmologiche della storia, quella delle "Sfere Celesti geocentriche" di Eudosso e Aristotele. Al colophon, una grande marca tipografica con un Grifone inserito al centro di una elaborata cornice ornata. Al verso della carta bianca finale nota manoscritta cinquecentesca con il costo del libro e la provenienza. Esemplare in ottimo stato di conservazione.
Importantissima e fondamentale edizione del Commento di San Tommaso al principale trattato cosmologico di Aristotele, un pilastro del suo pensiero scritto intorno al 350 A.C. che ha dominato la cultura antica prima e poi quella medievale, cristiana e islamica, per quasi due millenni. S. Tommaso riuscì a commentare solo i primi 3 libri di Aristotele, il quarto fu continuato da Pietro di Alvernia. Il volume propone il testo di Aristotele nella traduzione preparata da Joannes Argyropylos, professore di greco a Firenze dove era fuggito dopo la caduta di Costantinopoli, e quella che viene definita una “TranSlatio antiqua” presumibilmente il textus communis, versione della traduzione di Guglielmo di Moerbeke, che di solito accompagna le opere di San Tommaso in queste edizioni. Petrus de Alverna completa il commento rimasto incompiuto al momento della morte di Tommaso d' Aquino. “Con la riscoperta di Aristotele nell’ XI secolo nasce un nuovo tipo di mentalità scientifica e culturale, tanto che Tommaso d' Aquino può affermare, nel suo commento ad Aristotele: “De caelo et mundo”, che “lo studio della filosofia non ha lo scopo di sapere cosa pensavano gli uomini ma sapere qual è la verità del pensiero.” - Smith “Textual deference: the role of commentrors” in American Philosophical Quarterly 28: 1, 1991 pp. 1-13.
Bibliografia: BMStc Italian, p. 45; Greek national bibliography, XLVIII, I, p. 58; Graesse,VII,141; OCLC, 645278339; USTC, 859522; manca all’ Adams e all' Index Aurelisnsis. Cfr. Coffin, John Donne and the New Philosophy, p. 41.