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Milano, Rizzoli Editore, Novembre 1966. In-folio (40,3 cm x 33,5 cm). Pp. (52) ed 1 riproduzione colori fuori testo di un olio su tela. Con 9 splendide litografie a colori f.t. a p.p. dipinte da Salvador Dalì raffiguranti passi della preghiera del Padre Nostro, ciascuna firmata dall’ artista a biro blu in basso a destra, ogni litografia è protetta da una delicata ed elegante velina in carta giapponese riportante i passi della preghiera in latino. Raffinata legatura editoriale in piena pelle bordeaux, piatti inquadrati da una cornice lineare impressa in oro, titolo ed editore dorati sul dorso, con il cofanetto editoriale. Firma di Salvador Dalì per esteso a biro blu al recto dell’ occhietto. Il testo del Pater Noster è riportato tradotto nelle lingue latina, italiana, inglese, francese, tedesca, russa, giapponese, spagnola, portoghese, cinese. Superbo esemplare su carta pesante, fresco e genuino, in ottimo stato di conservazione.
Prima edizione a tiratura limitata, facente parte della tiratura di testa di soli 50 esemplari firmati dall’ artista in legatura di lusso, di assoluta rarità, il nostro è il n° 40. Raffinata edizione progettata ed impaginata da Piero Raggi, sotto la direzione di Lucio Fossati e dedicato a Papa Paolo VI, in collaborazione con il Dott. Giuseppe Albaretto, illustre mecenate e collezionista del maestro catalano, proprietario delle opere originali commissionate all'artista catalano con l’ intento di avvicinarlo alla fede cattolica. In fine, sono riprodotte le pagine di un Pater Noster tratto da un codice gregoriano del XIV secolo
Negli anni Sessanta, Dalí, che in precedenza aveva esplorato la psicoanalisi freudiana e temi anticlericali, entrò nella sua fase “mistica”, creò infatti queste opere per offrirle in omaggio a Papa Paolo VI, a simboleggiare la rinnovata devozione spirituale che lo accompagnò nella seconda parte della sua vita. Le illustrazioni del Pater Noster racchiudono tutto il fascino del misticismo dell’ artista, e fondono la sua iconografia surrealista, suo tratto distintivo, con motivi cattolici tradizionali, ben raffigurando il suo rapporto turbolento e visionario con la fede.
Dalí non possedeva un credo preciso e definito: si dichiarava, allo stesso tempo, razionale e mistico, agnostico e cattolico, credente e miscredente, in un continuo contrasto di idee, che rivelavano la sua personalità fortemente provocatoria e contradditoria. La conversione spirituale del maestro segna la sua fase di “Mistica Nucleare”, iniziata nei primi anni ’50, in cui la “materia” dei suoi colori si dispone sulla tela cercando di dare forma alla visione mistica del mistero divino della materia, di Dio e del corpo di Cristo nel grembo della Vergine Maria. Nel 1951, quando anche la chiesa cominciava ad aprirsi alle teorie scientifiche, accettando la validità della teoria del Big Bang, Dalì pubblicò il suo Manifesto Mistico, sancendo il suo approdo a una spiritualità che cercava di superare il materialismo moderno fondendo dogmi religiosi ed evoluzione scientifica Negli anni ’60 l’ artista abbandonò l’ ateismo surrealista per abbracciare un misticismo influenzato dal cattolicesimo, dalla fisica quantistica e dall’ orrore per il bombardamento atomico di Hiroshima, che considerava una prova della potenza divina e distruttiva della materia. Nei suoi quadri, la figura della moglie e musa Gala diventa una Madonna rinascimentale e il divino viene esplorato attraverso la scomposizione geometrica della materia. Il Pater Noster è la sua opera più celebre su questo tema.
Bibliografia: Avery Library, vol. 2, p. 419; Dorneich , vol. 1, p. 43; Michler & Lobsinger ,1599; NUC, 1968-1972, vol. 11, p. 156; OCLC, 433846541. Cfr. AA.VV., La Parola e il libro, (1967), p. 364; Gizzi, Salvador Dalı̀ e Dante, (1997), p. 73.