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Venetiis, Melchiore Sessam & Petrus de Ravanis socios, 1516 die XXVI Novembris. In-folio (30,5 cm x 20,5 cm). Cc. (26), 360 (recte 359). Segnatura: ✝8-2✝8, 3✝10, A-2Y8 (-2Y8 bianca), omessa nella numerazione la c. CXIV. Con 78 magnifiche xilografie n.t. nella prima tiratura e meticolosamente descritte dall’ Essling (Essling I, 2, pp. 62 – 68), la prima a mezza pagina e le altre di 8,7 cm x 7,8 cm. Bella legatura del ‘700 in mezza pergamena con unghie, autore e titolo impressi in oro sul dorso. Elegante front. impresso in rosso e nero con la marca tipografica di Melchiorre Sessa: un gatto col topo in bocca entro una corona ed ai lati le iniziali M.S. (K295,V473,Z595). Carattere gotico e romano, numerosi grandi capolettera xilografici su fondo nero elegantemente ornati con vari motivi decorativi. Annotazione settecentesca al recto della 1° c.b.: “Edizione assai singolare del 1516”. Ex libris nobiliare inciso ed applicato al verso della prima c.b. “Virtus vera nobilitas”, due antiche firme cinquecentesche di possesso cassate sul front. ed un piccolo timbro circolare settecentesco di biblioteca privata. Alcune glosse manoscritte da mano cinquecentesca. Esemplare delicatamente rinfrescato, con una piccola parte dell’ angolo superiore esterno (circa 1 cm) delle prime 10 cc. accuratamente rest. da abile mano, peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Prima edizione completa ed assai pregiata, di quest’ edizione così riccamente illustrata delle Vite parallele di Plutarco con testi di Cornelio Nepote e del suo De viris illustribus, una raccolta biografica che anticipò le Vite parallele di Plutarco, confrontando figure greche e romane per finalità moraleggianti e un approccio di relativismo culturale; Plutarco, a sua volta, fu influenzato da Nepote nel suo modello biografico in cui unire biografie e storia, confrontando civiltà diverse e usando aneddoti., sebbene preferisse sempre i personaggi greci ed esaltare la cultura ellenica., mentre Nepote esaltava i Romani. Le 76 eleganti xilografie che impreziosiscono l’ edizione, poste ognuna all’ inizio di una “Vita”, raffigurano episodi della storia greca e romana e scene mitologiche, compaiono per la prima volta in questa edizione. Splendida edizione il cui testo tradotto dal greco, le note e l’ ampio indice “Clarorum virorum cathalogus” sono a cura Josse Bade, editore umanista francese. Plutarco descrive 23 vite di celebri personaggi greci contrapponendo ognuna a quella di un Romano e facendo un parallelo fra loro, per mostrare vizi o virtù morali comuni a entrambi, fanno eccezione le vite singole di Galba e Otone e le vite di Arato e di Artaserse: queste ultime due, in realtà, non appartenevano alle Vite parallele, ma furono accostate per l’ ordine alfabetico e tramandate insieme alla raccolta. Plutarco non era tanto interessato a fare della storia, quanto piuttosto a esplorare l’ influenza dei caratteri, in positivo o negativo, sulle vite e sui destini di uomini celebri. A conferma di ciò, lo stesso Plutarco nella Vita di Lucio Emilio Paolo dice di servirsi della storia come di uno specchio, per poter ornare la propria vita delle virtù altrui di cui scriveva spostando l’ attenzione dagli eventi alla riflessione morale sulla vita dei grandi uomini.
Il testo include la dedica dell’ umanista parigino al cardinale ed umanista veneto Girolamo Aleandro e le vite di: Evagora, Isocrate, Pomponio Attico, Cornelio Nepote, Platone, Aristotele, Guarino da Verona, Carlo Magno, Donato Acciaolo e quelle scritte da Emilio Probo. “The Lives are works of great learning and research […]” (PMM, 48). Si tratta di un lavoro di notevole importanza, non solo come fonte di informazioni riguardo agli individui descritti, ma anche per la messe di dati eruditi e di citazioni da storici ai quali Plutarco si è rifatto nella stesura delle biografie; Notevole è l’ uso di aneddoti ed episodi minori utili alla caratterizzazione del personaggio; questo interesse per le vicende personali ha permesso di conservare molti frammenti di storiografi ellenistici, le cui opere sono quasi completamente perdute. Per le finalità e anche grazie agli evidenti pregi letterari dell’ opera, molti furono gli scrittori, specie tra Sei e Settecento, che ne hanno tratto ispirazione: tra i molti casi, si sottolinea la tragedia shakespeariana Antonio e Cleopatra, ripresa dalla Vita di Antonio. Quest’ opera divenne di fatto un perno del cursus studiorum delle classi colte: lo stesso Napoleone ne era un grande estimatore fin da ragazzo:
Bibliografia: : BM, 601; Curi-Nicolardi, Sessa e Ravani, n. 8; Edit16, 30046; Essling, 597; Olschki, Choix, 5086; Renouard, Bibliographie de Josse Bade, III, p. 178; Sander, 5785: USTC, 849959. Missing from: Adams, BMSTC XVI, Hoffmann, Mortimer and Panzer. Cfr. AA.VV., Römische historische Mitteilungen, XLIII, p. 3578; Caciorgna-Filippini, Biografia dipinta Plutarco e l'arte del Rinascimento: 1400[-]1550, p. 392; Gallo, L’ eredità culturale di Plutarco dall'antichità al Rinascimento, p. 229.