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Venetiis, Apud Hieronynun Scotum,1571 (al colophon, 1570). In-folio (33,6 cm x 22,7 cm). Pp. (40), 548. Segnatura: [*]-2[*]8, 3[*]4, A-2K8, 2L10. Bella e solida legatura del tempo in piena pergamena, autore e titolo manoscritti sul dorso a tre nervi. Marca tipografica sul front. (V462) e, al colophon, marca tipografica figurante la Pace, con le sembianze di una donna, seduta sul mondo con un ramo d’ ulivo col motto “Fiat pax in virtute tua” (Z923). Incisioni in xilografia nel testo. Carattere corsivo, greco e romano. Firma seicentesca di possesso cancellata al front. e glosse marginali di epoche diverse nell’ arco di tre secoli. La c. [*]2 si presenta uniformemente arrossata, un piccolo ed insignificante lavoretto di tarlo al margine bianco inferiore di qualche pp. iniziale, qualche goretta chiara altalenante all’ angolo interno inf. bianco di qualche pp., peraltro, esemplare in stato di conservazione molto buono.
Fondamentale ed assai ricercata edizione dell’ “Opera Omnia” di Platone nell’ importantissima traduzione latina dell’ umanista Marsilio Ficino col commento del filosofo neoplatonico spagnolo Tapia Aldana. Marsilio Ficino, uno dei più influenti filosofi umanisti del Rinascimento italiano e primo traduttore di Platone in latino la cui opera è considerata la più importante di ogni tempo oltre che tra le più alte produzioni dell’ Umanesimo. Attraverso le sue traduzioni, fece ritrovare alla cultura europea il pensiero platonico in tutta la sua ricchezza.
Il Ficino, figlio del medico di Cosimo de Medici, si dedicò allo studio di Platone e del pensiero neoplatonico, le sue traduzioni in latino dell'intero Platone e Plotino furono elementi chiave nella rinascita rinascimentale del pensiero platonico. Il suo interesse per Porfirio, Proclo, Dionisio lo Pseudo-Areopagita e il corpus ermetico furono anche la base per le indagini occulte sul neoplatonismo. La filosofia neoplatonica di Ficino credeva che la completa armonia tra platonismo e cristianesimo non fosse solo possibile ma essenziale. Anche il termine da lui coniato di “Amore platonico”, come amore ideale, era una delle chiavi della filosofia rinascimentale dell’ uomo. “This publication mark a major point in the intellectual history of Europe. The work was of such high quality that it remained in general use until the eighteenth century” (Univ. of Chicago, The Berlin Collection, 1979).
Il testo, introdotto da una dedica del Ficino a Lorenzo de’ Medici e dalla vita di Platone scritta dallo stesso Ficino, contiene 37 opere platoniche (inclusi i Dialoghi, i 10 libri de Republica, i 12 libri de Legibus e 12 Lettere), i Commenti al Convivium e al Timaeus del Ficino, il quale prepose l' Argumentum ad ogni Dialogo. Il filosofo si dedicò interamente al platonismo quando Cosimo de Medici gli accordò, con la sua protezione, anche i mezzi per compiere tali studi. Iniziata nella villa di Careggi (donatagli da Cosimo) “…alla traduzione dei dialoghi platonici, egli alternava conversazioni di argomento filosofico, politico e letterario con gli amici. Da queste discussioni ebbe origine la celebre Accademia Platonica”. Il Ficino, nel commento di Platone, dimostrava chiaro il suo intento di conciliare paganesimo e cristianesimo, filosofia e religione. (Così Diz. Treccani,IV, p. 728).
Bibliografia: EDIT 16, CNCE 32467.