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S.l., 1539, (al colophon: Impressa in Fiorenza per Benedetto Giunta, nell’ Anno, 1539, di XXIX d’ Agosto). In-8° (15 cm x 10 cm). Pp. 171, (5). Segnatura: A-L8 (L7 bianca). Legatura di primo ‘800 in mezza pelle nocciola con angoli, titolo dorato su tassello sul dorso ornato da fregi in oro. Ex libris araldico in calce del front. “Francisci Lomellini” appartenente alla nobile e potente casata di origine genovese. Il nome dell’ A. si ricava da carta A2(r); le “stanze” sono di Giovanni Battista Gelli, come indicato alla c. C2(v); gli “intermedij” di Giovanni Battista Strozzi il Vecchio, come indicato alla c. E2(r). Inizia alla carta E2(r), “Il Commodo comedia di Antonio Landi”. Leggerissime arrossature al margine esterno di poche pp., peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Prima edizione, assai rara, di uno dei primi resoconti italiani di feste nuziali mai stampati, apparentemente preceduto solo dall’ Ordine delle nozze di Costanzo Sforza, signore di Pesaro, et Camilla de Aragonia, sua consorte (Vicenza, 1475). L’ opera, rappresenta una delle fonti più dettagliate sull’ apparato scenografico e musicale del Rinascimento, illustrando la magnificenza con cui venivano celebrati gli eventi dinastici e politici dei Medici; fu scritta in forma di lettera indirizzata a Giovanni Bandini, oratore del duca presso Carlo V e artefice dell’ accordo matrimoniale.
Il Giambullari, che già rivestiva importanti incarichi a corte, descrive le “notabili pompe e i solenni spettacoli” messi in scena per celebrare, nell’ estate del 1539, il matrimonio di Cosimo I de’ Medici con Eleonora de Toledo, figlia del viceré di Napoli Pietro de Toledo. Il testo documenta con cura meticolosa la preparazione di uno dei più importanti matrimoni della dinastia medicea e le sue ripercussioni sulla città di Firenze. La sposa entrò a Firenze domenica 29 giugno; la città fu sontuosamente adornata con archi di trionfo e architetture effimere ed in particolare il palazzo dei Medici in Via Larga fu riccamente abbellito con molte e splendide decorazioni. Il convito delle nozze fu imbandito domenica 6 luglio, alla mattina, nel secondo cortile del palazzo, trasformato per l’ occasione in una sala chiusa da un telo di stoffa celeste tirato a mo’ di soffitto. Dopo il convito un trionfo allegorico si svolse con suoni e canti davanti alle mense. In esso Apollo, le Muse, Flora, Pisa, Volterra, Arezzo, Cortona e Pistoia, accompagnati da altri personaggi simboleggianti fiumi e città della Toscana, resero omaggio agli sposi e recarono doni. Le stanze e i madrigali cantati per l’ occasione furono scritti da Giovanni Battista Gelli.
Il resoconto comprende il testo integrale della commedia Il Commodo, rappresentata durante i festeggiamenti. “is undistinguished save for one character, Doctor Ricciardo, an irascible bigot who makes life miserable for all his family. There were five intermezzi, however, all carefully preserved in the printed text, which must have diverted the noble company” (M.T. Herrick, Italian Comedy in the Renaissance, Urbana-London, 1966, p. 62). Mercoledì 9 luglio, dopo cena, gli sposi passarono nel secondo cortile del Palazzo Mediceo di Via Larga per assistere alla commedia di Antonio Landi ed accompagnata dagli Intermedi di Giambattista Strozzi. I costumi dell’ allegoria e della commedia furono creati da Niccolò Tribolo. La scena con la prospettiva che rappresentava la cattedrale e la torre della città di Pisa sormontata da un sole di vetro, che era in realtà un sofisticato meccanismo ideato per sottolineare il trascorrere del tempo, fu realizzata da Aristotele da Sangallo e costituisce “a watershed in the evolution of a court theatre of a type which conquered Europe” (R. Strong, Art and Power. Renaissance Festivals 1450-1650, Berkeley-Los Angeles, 1984, p. 34). Il palcoscenico, progettato da Aristotele da Sangallo, è considerato “uno spartiacque nell’ evoluzione di un teatro di corte di un tipo che conquistò l’ Europa” (R. Strong, Art and Power. Renaissance Festivals 1450-1650, Berkeley-Los Angeles, 1984, p. 34). Tale scenografia divenne infatti un prototipo di scena all’ italiana, imitato nelle rappresentazioni successive.
Il protagonista della commedia, il dottor Ricciardo, è “un irascibile bigotto che rende la vita miserabile a tutta la sua famiglia”. C’ erano cinque intermezzi [...] tutti accuratamente conservati nel testo stampato, che devono aver distratto la nobile compagnia” (M.T. Herrick, Italian Comedy in the Renaissance, Urbana-London, 1966, p. 62). “Questo, con alcuni altri consimili libriccini, benchè a rigore non appartenga a una collezione musicale, tuttavia diventa interessante per la storia perchè negl’ Intermezzi delle commedie al XVI secolo si hanno i primi germi dell’ odierna Opera in musica. Sotto questo punto di vista ne piacque corredar la nostra biblioteca e della presente operina e delle altre egualmente preziose del Cini, del De’ Rossi e del Mellini, imparandosi da esse i nomi ora sconosciuti di parecchi strumenti musicali usati nel sec. XVI” (G. Gaspari, Catalogo della Biblioteca Musicale G.B. Martini di Bologna, Ivi, 1961, I, p. 343).
Bibliografia: Adams, G-584; Alden-Landis, p. 47; Ames-Lewis, p. 449; Bertoloni, p. 53, 449; BM, p. 43; BMStc, Italian, p. 300; Bigazzi, p. 124, 3458; Camerini, I, p. 143; Canal, p. 40, 533; Chiabò-Doglio, Satira e beffa nelle commedie europee del Rinascimento, (2002), p. 97; Clubb, 535; Edit16, CNCE20908; Gamba, 2750 “assai raro”; Ghisalberti, p. 370; Herrick, p. 39; Landau, vol. 1, p. 573, 217; Lozzi, vol. 1, p. 311, 1836; Manzoni, p. 40; Mitchell, pp. 51-52; Moreni, I, p. 427; Pettas, p. 91; Ruggieri, p. 44, 286; Sangiorgi-Rosa, p. 89, 939; USTC, 832683; Valacca, I, pp. 41-46; Warburg, (2010), p. 226. Cfr. Bacherini, “Per un regale evento” spettacoli nuziali e opera in musica alla corte dei Medici, (2000), p. 68; Baiocchi-Albonico, Storici e politici fiorentini del Cinquecento, (1994), p. 830; Bartoli Bacherini, “Per un regale evento” spettacoli nuziali e opera in musica alla corte dei Medici, (2000), p. 68; Bemporad, Il Costume nell’ età del Rinascimento, (1988), p. 374; Bonomi, Regole della lingua fiorentina, (1986), p. XIII; Cämmerer, Kunst des Cinquecento in der Toskana, (1992), vol. 17, p. 166; Canova-Chiarelli, The Influence of Italian Entertainments on Sixteenth- and Seventeenth- Century Music Theatre in France, Savoy and England, (2000), p. 15; Carnevale, Sul Rinascimento musicale italiano, (2014), p. 81; Cavallini, Il diletto della scena e dell'armonia teatro e musica nelle Venezia dal '500 al '700, (1990), p. 132; Coppini-Ghisi-Massaino, Feste musicali della Firenze medicea (1480-1589), (1990), p. XVIII; Cresti, Architettura a Firenze tra miti e realtà dal Tempio di Marte agli inizi del XVII secolo, (2007), p. 214; D’ Ancona, Origini del teatro italiano, (1891), vol. 2, p. 168;Fagiolo, La Città effimera e l’ universo artificiale del giardino, (1980), p. 225; p. Goldring-Mulryne, Court Festivals of the European Renaissance, (2017), p. 257; Larson, Italian Stage Machinery, 1500-1700, (1959), p. 87; Moyer, The Intellectual World of Sixteenth-Century Florence Humanists and Culture in the Age of Cosimo I, (2020), p. 60; Pandolfi, Il teatro del Rinascimento e la Commedia dell’ arte, (1969), p. 114; Piperno-Biagi Ravenni-Chegai, Cappelle musicali fra corte, Stato e Chiesa nell’ Italia del Rinascimento, (2007), p. 237; Riccò, Su le carte e fra le scene teatro in forma di libro nel Cinquecento italiano, (2008), p. 198; Robustelli, Grammatici italiani del Cinque e del Seicento, (2006), p. 60; Zorzi-Sperenzi, Teatro e spettacolo nella Firenze dei Medici modelli dei luoghi teatrali, (2001), p. 105; Wisch-Munshower, Art and Pageantry in the Renaissance and Baroque: Theatrical spectacle and spectacular theatre, (1990), p. 431.