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Amstelodami, Apud Joannem Janβonium, 1652 ca. Incisione originale all’ acquaforte rialzata a mano all’ epoca ad acquarello in fine coloritura. Dimensioni: il foglio 53,3 cm x 41,4 cm, linea di cornice 50 cm x 38 cm. In basso a destra, entro cartiglio, troviamo l’ elenco degli autori greci e latini consultati dal Cluverio. L’ autore nella carta combina lo studio delle fonti classiche con le conoscenze empiriche per rappresentare l’ Italia tutta secondo la prospettiva della geografia storica: dalle Alpi alla Calabria, con Dalmazia e Corsica, le isole Eolie, parte della Sicilia e la Sardegna intera. Esemplare in ottimo stato di conservazione.
L’ autore, umanista e geografo tedesco di Danzica, è noto anche con il nome italianizzato in Filippo Cluverio, è considerato tra i fondatori della geografia storica, combinando metodi letterari e empirici: in particolare, fu il primo a descrivere e illustrare i siti antichi integrando all’ attento studio delle fonti letterarie, epigrafiche, archeologiche e toponomastiche, sempre modernamente elencate in apertura dei suoi volumi, le osservazioni praticate fatte direttamente sul terreno durante i suoi viaggi di perlustrazione. Il Cluverio ha il merito di avere per primo dimostrato come la ricostruzione delle condizioni geografiche di età passate non sia possibile senza l’ osservazione diretta delle condizioni presenti.
Gli studiosi anteriori di questa disciplina, come Giacomo Gastaldi e il fiammingo Abramo Ortelio, avevano fatto essenzialmente opera da umanisti, studiando esclusivamente i testi classici, i documenti epigrafici e storici piuttosto che sull’ osservazione diretta o sulla ricerca scientifica di discipline come la geografia storica. Il loro lavoro era basato su un approccio filologico e umanistico, tipico dell'epoca rinascimentale, che prediligeva la riscoperta e l'interpretazione di testi classici senza però includere l’ analisi diretta dei fenomeni geografici o l’ uso di metodi scientifici di indagine; crea un contrasto con un approccio più moderno che non si limita ai testi, ma che verrà poi sviluppato da studiosi successivi, come Cluverio.