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Michelangelo, Buonarroti. (Sebastiano, Ciampi a cura di).
Lettera di Michelangelo Bonarroti per giustificarsi contro le calunnie degli emuli e de’ nemici suoi sul proposito del sepolcro di Papa Giulio II. Trovata e pubblicata e pubblicata con illustrazioni dal prof. Sebastiano Ciampi. Lettera di Sebastiano Ciampi a Lorenzo Bartolini celebratissimo statuario.
Firenze, David Passigli e socj, 1834. In-8° (20 cm x 13 cm). Pp. XIV, (2), 47; (3), 33, (3).Con 2 tavole incise al tratto più volte ripiegate in fine. Brossura editoriale rosa a stampa. Qualche lieve ma insignificante fioritura al margine esterno di poche pp., peraltro esemplare ancora in barbe in stato di conservazione molto buono.
Prima ed unica edizione, piuttosto rara, di questa importante testimonianza di prima mano del maestro rinascimentale legata alle vicissitudini di una delle sue importanti opere architettoniche e scultoree. La progettazione e realizzazione del Mausoleo di Giulio II, una delle opere più documentate del rinascimento, occupò Michelangelo per quasi quattro decenni e fu fonte di notevoli controversie con la famiglia del papa defunto. Buonarroti ricevette molte critiche anche per la gestione “economica” dell’ opera, come testimoniato da questa lettera di “discolpa” che fu rinvenuta solo nel XIX secolo dall’ illustre filologo pistoiese Sebastiano Ciampi. L’ impresa arrecò all’ artista «infiniti impacci, dispiaceri e travagli e, quel ch'è peggio, per la malizia di certi uomini, infamia, della quale appena dopo molti anni s’ è purgato». I problemi di Michelangelo furono causati principalmente dai continui ridimensionamenti del progetto, a causa di un progetto iniziale eccessivamente ambizioso che subì continui cambiamenti, dalla sua complessità e dalla durata eccessiva (circa 40 anni), la mancanza di risorse e di interesse da parte dei suoi eredi causò la drastica riduzione delle dimensioni del sepolcro fino alla realizzazione, nel 1545, del monumento attuale, a parete anziché a camera, composto di un manipolo di figure anziché affollata di marmi. A ciò si aggiunsero le dispute sulla gestione del denaro, le difficoltà economiche di Michelangelo e i suoi impegni contrastanti, che portarono a questa realizzazione finale ridotta rispetto alle aspettative iniziali, nonostante un contratto che gli imponeva di concentrarsi solo su di essa. I parenti del Papa, in particolare i nipoti, criticavano l’ artista per il suo stile irrequieto e la tendenza ad abbandonare le opere, arrivando anche a definirlo ladro, arrivando persino a inviare lettere al Papa per lamentare la situazione e cercare una soluzione. Nonostante la drammatica differenza con i primi progetti, il sepolcro di Giulio II risulta magniloquente e monumentale, in parte per la personalità energica e imponente dell’uomo del quale conserva le spoglie, in parte per la maestria dello scultore.
Bibliografia: Passerini, p. 120; Reumont von, p. 388 (per ed. tedesca).