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Rhetoricorum ad Herennium libri quatuor. alias, Ars nova, sine Nova rhetorica. Rhetoricorum de Inventione. Libri Duo. Alias, Ars vetus; seu Vetus rhetorica. In Rhetorica ad Herennium, Hieronymi Capiduri Parentini, & Iodoci Badij Ascensij commentaria, Giberti Longolij annotationes, Claudij Pontani scholia, Petri Victorij castigatio, Marini Becichemi Scodrensis castigationes. In Rhetorica de inuentione, M. Fabii Victorini rhetoris, D. Hieronymi praeceptoris. commentariorum libri duo: Marini Becichemi in libros de inuentione, & in ipsos Victorini commentarios castigationes. Index praeterea in vtraque haec Ciceronis rhetorica, atque in ipsa interpretum commentaria. Impressa sunt ad exemplum postremae editionis aldinae, ex vltima Pauli Manutii correctione.
Venetiis, Apud Ioannem Mariam Bonellum, 1564. In-folio (30,4 cm x 20,8 cm). Cc. (6), 133 (numerate solo al recto), (1). Segnatura: [ast]6, A-X6, Y8. Legatura settecentesca in mezza pergamena, piatti in carta spugnata, autore e titolo dorati su tassello sul dorso. Al front., entro elaborata cornice, marca tipografica in xilografia con Minerva che cavalca un leone ed il motto: “Virtuti omnia parent” (Z845). Al colophon, in xilografia, un ragno al centro di una tela entro ricca cornice ed il motto: “Cum Minerva manum quoque move” (V291). Carattere corsivo, greco e romano. Eleganti capolettera xilografici. Al contropiatto ant., etichetta settecentesca “Si vende a Milano da Pietro e Giuseppe Vallardi…”. Qualche piccola ed insignificante goretta marginale, peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Bella ed apprezzata edizione, filologicamente assai curata, notevolmente ampliata rispetto all’ aldina del 1540. La "Rhetorica ad Herennium", anche se attribuita a Cicerone non è però di mano ciceroniana, e l' autore è sconosciuto. Anche sull' identità del destinatario non vi è certezza, poiché il nome Gaio Erennio, presumibilmente amico e allievo dell' autore, era ampiamente diffuso in tutta la penisola italica. Si tratta del più antico libro latino di retorica sopravvissuto, risalente alla fine degli anni '80 a.C. Una delle più importanti opere sulla struttura e gli usi dell' arte della persuasione e fu la prima opera a presentare l’ argomento in forma strutturata e a concentrarsi su applicazioni pratiche ed esempi di retorica. Il trattato ha i pregi della brevità e chiarezza e ha avuto larghissima fortuna nel Medioevo. Di particolare interesse è Il Libro IV, dedicato interamente all' elocutio (lo stile): è la più antica trattazione sistematica dello stile latino, ed i molti esempi riportati sono tratti da eventi contemporanei alla sua stesura. Vi si trova anche la prima descrizione conosciuta della tecnica dei loci, una tecnica mnemonica che lo stesso Cicerone esalta ripetutamente nel "De oratore"; inoltre, vengono illustrate 64 figure di parola e di pensiero. L’ opera retorica di Cicerone è accompagnata dal commento di illustri umanisti quali Josse Bade, Gilbert de Longueil, Marino Becichemo, Girolamo Capiduri, Claudio Pontano, Paolo Manuzio, Pietro Vettori e Gaio Mario Vittorino.
Bibliografia: Adams, C-1687; EDIT16, CNCE 12385; Mangani-Martini, La Biblioteca di Francesco Redi e della sua famiglia, p. 338; USTC, 822426; VD 16, C3874.