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Milano, L’ Italica, 1923. In-8° (25,5 cm x 17,5 cm). Pp. 241, (1). Con 10 tavole in b/n f.t. disegnate e firmate in basso dall’ illustratore napoletano Gennaro Amato. Splendida brossura editoriale a colori illustrata da G. Amato. Frontespizio a colori stampato in rosso e nero. Qualche debole ed insignificante fioritura marginale dovuto al tipo di carta, peraltro esemplare ancora completamente a fogli chiusi in stato di conservazione molto buono.
Prima edizione di questo romanzo d’ avventura, fa parte del Ciclo della Rivoluzione Indiana, del famoso autore veronese che, nei primi anni del ‘900 scrisse numerosi romanzi d’ avventura e fantascienza, oltre 100, sulla scia dei successi letterari di Emilio Salgari. Dopo il suicidio di Salgari nel 1911, nel 1922, ormai al culmine della celebrità, Motta acquistò definitivamente dalla famiglia di Salgari le trame ancora inedite concepite dal maestro per i suoi futuri romanzi, Motta, pur limitandosi in genere all’ imitazione di Salgari, si proponeva tuttavia di “voler dare un taglio più scientifico al romanzo d’ avventura” ponendosi tra Verne e Poe, secondo alcuni, dimostrò una certa vena indipendente nelle sue storie fantascientifiche.
Brahma è raffigurato con 4 volti, con questi il dio guardava in ogni direzione, muniti di barba e con quattro braccia che recano un cucchiaio sacrificale, un libro, un rosario e una piccola brocca con acqua; cavalca, insieme con la sua sposa Sarasvati, dea del Sapere, l’ oca selvatica. Brahma è il più umano degli Dei ed è il primo essere a venire creato all’ inizio di ogni ciclo cosmico (o kalpa). Viene considerato l’ architetto dell’ universo, il padre di tutti gli esseri, infatti è la prima Persona della Trimurti e viene definito “Il Creatore”.