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€280.00 (In Stock)
Tecnica: Fine Art Giclee.
Dimensioni: 51 cm x 51 cm.
Firmata dall’ artista a matita all’ angolo inferiore destro, con vicino il timbro a secco di autentica.
Opera pubblicata sul catalogo della grafica di Diodati.
Indicazione della tiratura in basso a sinistra. Edizione di 100 esemplari in numeri arabi, il nostro è il 32/100.
Ottimo stato di conservazione.
Quest’ opera incarna perfettamente la vivacità e la leggerezza del mondo femminile. Tre donne, con espressioni e abiti colorati, sono rappresentate in primo piano dove, l’ uso audace dei colori e le linee marcate sono proprio le caratteristiche distintive dello stile di Diodati, che riesce così a catturare l’ essenza dell’ allegria e della spensieratezza. L’ artista abruzzese Lucio Diodati si avvicina inizialmente alla pittura guardando alla natura, che fu oggetto delle sue prime opere caratterizzate principalmente da campi in fiore e dall’ uso dei colori primari. Nei vivaci e spumeggianti anni ‘80, con l’ opera “Amiche” orienta il suo interesse si orienta verso le donne che diventano le protagoniste dei suoi dipinti in cui i corpi femminili e i colori si uniscono per raccontare una storia. Ad inizio anni 2000 si reca a L’ Avana per la prima volta e da quel momento la città rappresenta una seconda casa, un luogo dove l’ artista si ispira e libera la sua mente. Le opere di Diodati sono state esposte nelle principali città di tutto il mondo: New York, Londra, Montreal, Barcellona, L’ Avana, etc. I paesaggi umani dell’ artista rivelano radici profonde nelle correnti artistiche che si sono succedute nella prima metà dello scorso secolo. Il suo modo di narrare e trasfigurare la figura umana, parla il linguaggio di riferimento del tardo espressionismo, quantomeno dove egli si esprime con accenni di ironia critica, e forse persino di divertimento, nella trasmutazione delle figure rappresentate. La sua visione è fortemente soggettiva e penetra all’ interno dei visi, oltre gli sguardi, a scrutare una realtà di cui sembra prendersi gioco. Superando il realismo sociale, che nel ventennio dagli anni Cinquanta ai Settanta faceva da controparte al perbenismo della borghesia, egli immette i suoi personaggi in una scenografia neutrale. Le sue figure sembrano condividere un rituale collettivo, ma fra di loro non dialogano, non si guardano mai in faccia, tutt’ al più mettono in mostra, una di fianco all’ altra, la loro personale mascheratura che rivela un’ appartenenza sociale. O forse queste figure sono solo attente a dare di sé un’immagine di composta sicurezza.