
#dentisrarebooks
© Copyright 2025 - All rights reserved
€1350.00 (In Stock)
Paris, A L’ Imprimerie Royale, 1845. 2 tomi rilegati in 1 volume in-12 (14,5 cm x 9,5 cm). Pp. (6), CLXXX, 153, (1); 105, (1), 202 (le pp. 107-202 sono stampate in caratteri arabi). Legatura coeva in pieno marocchino rosso, piatti inquadrati da una doppia cornice dorata, titolo in oro sul dorso a quattro nervi. Taglio superiore dorato. Frontespizio arabo stampato r/v in rosso e nero. In calce del front., timbro di prestigiosa biblioteca privata, quella dell’ illustre indologo francese Emile Senart: “Bibliotheque Emile Senart”. Esemplare fresco e genuino ancora in barbe ed in ottimo stato di conservazione.
Prima apprezzata edizione, dall’ illustre provenienza, della traduzione francese del testo in arabo del Silsilat al-tawārīkh, scritto 400 anni prima di Marco Polo. Un importante resoconto di viaggio stampato nel 1811 da Louis Langlès, curatore dei manoscritti orientali presso la Biblioteca Imperiale, di cui Eusèbe Renaudot aveva dato solo una traduzione imperfetta. Il testo arabo dei due viaggiatori musulmani del IX secolo è una delle più antiche testimonianze arabe sul commercio marittimo tra il Golfo Persico, l’ India e la Cina durante il periodo della dinastia Tang. La prima parte contiene le testimonianze di viaggio di un mercante arabo o persiano di nome Sulaimān at-Tāǧir, Sulayman il Mercante. Intorno all’ anno 851 d.C., ha viaggiato via mare fino a Guangzhou in Cina. Nel suo resoconto, ha descritto minuziosamente le usanze, la società e il commercio cinese, menzionando per la prima volta la porcellana, di cui ha ammirato l’ eccellente qualità, il tè e l’ uso di registri di impronte digitali per gli stranieri, affascinato “dal Figlio del Cielo e dall’ etica confuciana fino alla carta igienica e agli orinatoi di bambù” (Mackintosh-Smith). Le descrizioni di Sulayman sono considerate di fondamentale importanza per lo studio del commercio islamico medievale e sono spesso citate come fonti per le storie di Sindbad.I suoi racconti offrono anche dettagli sul regno indiano dei Pala (chiamato Ruhma) e la sua rivalità con il regno dei Pratihara e dei Rashtrakuta, descritto quest’ultimo come uno dei quattro principali imperi del mondo
I resoconti, contenuti nell’ opera nota come Akhbar al-Sin wa al-Hind (Cronache della Cina e dell’ India), furono in seguito ampliati da quelli del diario di viaggio “Riḥlat al-Sīrāfī” del viaggiatore e geografo Abū Zayd Ḥasan ibn Yazīd Sīrāfī. intorno all’ 877 d.C. Il libro include storie sull’ Oceano Indiano e le sue specie ittiche, le città intorno al Golfo Persico, le balene e altri grandi pesci antropofagi, le religioni di Cina e India. Si tratta inoltre delle rotte commerciali e dei prodotti più importanti di India, Srinadeb, Giava e Cina. « es relations sont de la plus haute importance pour la connaissance de l’ Inde et de la Chine au moyen-age » (NBG).
Al testo arabo sono allegati estratti dal Murūj al-Dhahab wa-Maʿādin al-Jawhar e dal Kitāb al-Tanbīh wa-l-Ishrāf, le due opere più famose del geografo e storico abbasside Al-Masʿūdī.
Bibliografia: BS col., 1924; Cordier, III, 1924; Hage-Chahine, 3965; Löwendahl, vol. 2, p. 171 (no. 1037); NBG, XLI, 916. Cfr, Brill, Brill's First Encyclopaedia of Islam, p. 670.