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Paris, Bibliotheque Chacornac, 1898. In-8° (19,5 cm x 14,5 cm). Pp. 209, (7). Con 5 tavole fuori testo a p.p. illustrate a colori, di cui una ripiegata. Brossura editoriale a stampa arancione. Qualche fioritura marginale sparsa dovuta al tipo di carta, peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Prima edizione della prima traduzione francese del celebre mistico ed esoterista francese Paul Sédir, fa parte della Biblioteca Rosacrociana di René Philipon. “Una magnifica opera del celebre mistico e cabalista tedesco; è arricchita da cinque splendide tavole a colori, con lumeggiature in oro e argento, poste all’ esterno del testo, una delle quali pieghevole, che rappresentano la costituzione cabalistica dell’ uomo e del Macrocosmo. Quest’ opera è erudita quanto quelle di Jacob Boehme.” (Dujols).
La dottrina di Gichtel, meglio conosciuto come "il Teosofo di Amsterdam", unisce misticismo cristiano, gnosticismo ed elementi della tradizione ermetico-alchemica e rosacrociana, visse nei Paesi Bassi e fu profondamente influenzato dalla tradizione dei Rosacroce, diventando un punto di riferimento per circoli esoterici e mistici veicolati dalla teosofia di Jakob Böhme, a loro volta derivante dalla mistica tedesca di ascendenza neoplatonica e gnostica. Gichtel riprende dal filosofo e teosofo Jakob Böhme la visione trinitaria di Dio, una concezione dinamica e dialettica in cui la Trinità non è un dogma statico, ma un processo vivente di autosvelamento. Dio passa dall’ oscurità inconoscibile dell’ Ungrund (l’ Abisso primordiale) alla luce della manifestazione attraverso l’ interazione continua tra Volontà e Contro-Volontà. il Padre rappresenta l’ Abisso, un Fondo oscuro, un Nulla originario e senza fondo che racchiude in sé tutte le potenzialità, dal quale però Egli vuole rivelarsi attraverso il Figlio, Dio si specchia e diventa cosciente di Sé, generando la Luce, l’ amore e l’ armonia che si oppongono all’ oscurità iniziale. Questo processo interno alla natura divina integra anche la presenza degli opposti (Bene e Male, Luce e Tenebre), considerati dinamiche necessarie affinché l’ amore e la vita possano manifestarsi, percepirsi e realizzarsi pienamente.
Gichtel concepiva l’ essere umano come un microcosmo riflesso nell’ universo macrocosmico. L’ uomo è diviso in tre sfere: il mondo esteriore (la natura materiale), il mondo oscuro (dominato dall’ ira divina e dalle passioni) e il mondo interiore o celeste (la Luce divina). La sua Teosofia è soprattutto una forma superiore di magia, nel senso che gli antichi attribuivano a questo termine, per i quali i maghi “credevano nella resurrezione dei corpi e praticavano la Teurgia, che consiste nella conoscenza e nella pratica dei segreti più curiosi e meno conosciuti della natura”. La Theosophia Practica è la sua opera principale, in cui ci offre un percorso di penetrazione nei misteri più ineffabili della creazione e dell’ umanità,. una via esperienziale per il risveglio interiore. Propone una trasmutazione alchemica interiore, in cui l’ adepto deve purificare i propri “centri vitali”, simili ai chakra, attraverso l’ amore e la contemplazione per trasformare il piombo della natura umana nell’ oro dello spirito. Le belle tavole a colori ci rendono la persona interiore e i suoi centri energetici, in antiporta le due tavole dell’ uomo perfetto, paragonabili solo alle illustrazioni tantriche dei chakra, del Raggio della generazione dell’ immagine di Dio, Usando per particolare intuito mistico l’intuzione del mondo come “evento” spiraloide, Gichtel propose in ambiente occidentale, senza evidentemente averne diretta notizia o nozione, la teoria degli Shath Chakra. Abbiamo quindi in questo libro uno straordinario esempio di compresenza “involontaria” tra due culture che presuppongono una significativa e reale identificazione, se non altro emozionale, con l’ Essere. Gightel mette in guardia contro le illusioni del mondo materiale e sottolinea l’importanza della purezza del cuore e della sottomissione alla volontà divina. L’opera, permeata di simbolismo alchemico e biblico, mira a ispirare una vita di devozione e di servizio, dove l’ amore e la saggezza divine diventano le forze motrici dell’ esistenza. Ritenuto da Evola “l’ esponente più vicino all’ esoterismo di tutta la corrente” teosofico-cristiana, Gichtel ne declinò il misticismo in senso maggiormente scientifico con l’ esposizione di una dottrina dei centri segreti del corpo umano, singolarmente affine al sistema induista dei chakra. All’ opera di Gichtel si riallaccerà il movimento teosofico contemporaneo fondato nell’ Ottocento da Helena Petrovna Blavatsky riguardo in particolare all'aspetto androgino di Dio. Gichtel è in pratica la pietra angolare d’una certa alchimia cristiana che troverà i suoi moderni continuatori in Grillot de Givry.
Bibliografia: Beuchot, vol. 87, p. 238; BM, vol. 10, p. 545 ; Caillet 4521. Dorbon 1861; Dujols, cat. XII, (1911), n. 247. Cfr. Evola, La tradizione ermetica Nei suoi simboli, nella sua dottrina e nella sua Arte regia, (1996), p. 133; Palamidessi, L’ alchimia come via allo spirito, (1949), p. 11.