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In Roma, A spese d’ Ignatio de’ Lazari, 1667. In-4° (19,5 cm x 14 cm). Pp. (8), 774, (26). Segnatura: ✝4; A-5H4. Legatura coeva in piena pergamena rigida con unghie, autore e titolo manoscritti sul dorso. Tagli spruzzati blu. Capolettera ornati, testatine e finalini in xilografia. Note di possesso manoscritte da mano settecentesca cassate in calce al front., iniziali G. e T. in stampatello ai lati della xilografia sul frontespizio. Qualche piccolo segno del tempo ed una lieve brunitura al margine esterno di poche pp., peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Prima ed unica edizione, di assoluta rarità sul mercato, di quest’ opera del teatino veneziano Giovanni Maria Vincenti. Suddiviso in XXXIII ampie Lettioni, il libro è un trattato particolarmente dettagliato e preciso con cui l’ autore vuole spiegare in modo chiaro tutto il Pantheon infernale con le sue prerogative, la manifestazione e l’ azione degli Spiriti Malefici nel mondo, “Et come possasi portar loro offesa”. Nella IV Lettione, più di 30 pp., sono dedicate solo a “De Nomi varij importanti de gli Spiriti”, mentre gli Spiriti buoni “privilegiati furono nella Scrittura nell’ impositione de’ nomi…dei Malighi pochi con prerogativa singolare di doppio nome, e commune, furono fatti degni…”: Lucifero, Satanasso, Belzebù, Asmodeo, Beemot, Leviatan, Belial. “Ma quai maligne proprietà, e male operationi, fe’ il solo primo nome, e più conspicuo di Demonio, altro non suona nel latino linguaggio…”. Per poi proseguire nei capitoli successivi “In cui si comincia a discorrere delle molestie che recano gli Spiriti al Mondo…”, molestie che diventano “De mali spaventosi introdotti da gli Spiriti…”, e poi “Delle rovine cagionate nel Mondo…”; con 5 Lettioni dedicate a spiegare tutti i differenti tipi di “mali horribili, innondanti infettioni, gravissimi danni cagionati nel Mondo…da gli Spiriti tutti”, e come essi agiscano “forzando gli humani spiriti o li falsi Oracoli celesti di Dei bugiardi”. Il Vincenti s’ interroga poi, secondo la credenza popolare, se i fulmini siano spiriti maligni, demoni o manifestazioni di forze avverse “Se per mezzo del Fuoco gli Spiriti infestino il Mondo, e come…a danno de’ Mortali”.
E visto che, come nella tradizione medievale cristiana, i vulcani sono stati associati a spiriti maligni, demoni o entità infernali “Se tante bocche di fuoco, che per lo Mondo si veggono, opera sia de gli Spiriti per Infestsare il medesimo Mondo”, come “I particolari Incendij delle persone, attaccati sieno da Diaboliche Fiamme”, “Fra le Legioni, in cui è compartito il Diabolico Regno, una ve n’ ha: Legio Flammes; & hà per ufficio, possendo i corpi, attaccar loro le fiamme. Quindi tanti Ossessi vedutisi per insoffribil calore, che i tormentava, precipitarsi ne’ fiumi, e gittarsi ne’ pozzi; altri involgersi tra ghiacci, altri…”.
Gli Spiriti Malefici però non esercitano i loro diabolici poteri solo attraverso “li danni cagionati nel Mondo tutto con la disperatione in cui procurano d’ indurre gli huomini per la certezza della loro perditione”, ma anche attraverso il rapporto stretto tra gli ebrei tutti e le forze demoniache, secondo il Vincenti gli ebrei sono infatti alle dipendenze dirette di Satana e tutti i loro oscuri riti e precetti altro non sono che “la più sapiente inventione del Demonio, che nel Mondo tutto li ha messi”. Il Vincenti, nel trattare la natura dei demoni e la loro potenza, cita spesso fonti rabbiniche e leggende giudaiche per illustrare la concezione di “mostri” del caos o creature colossali, come la coppia Leviatano-Behemoth descritta nella discussione talmudica del trattato (Baba Batra 74b-75a). Secondo questa leggenda tramandata dal Talmud e le tradizioni midrashiche, Dio creò una coppia di mostruosi animali acquatici: il Leviatano maschio e il Leviatano femmina (spesso associato al mostro marino Rahab o al terrificante colosso Behemoth), creati durante il quinto giorno, questi esseri rappresentavano il caos primordiale e la loro creazione aveva lo scopo di dimostrare l’ onnipotenza divina, creando esseri che nessuno, tranne Dio, poteva controllare. Dio uccise la femmina (o la rese sterile), temendo, se si fossero accoppiati, la loro progenie potesse annientare l’ intera terra. La carne del Leviatano femmina è conservata come cibo per banchetti paradisiaci da gustare alla fine dei tempi.
Bibliografia: BM, p. 353; Coumont, p. 235; Maurer, p. 312; Michel-Michel, VIII, p. 137; OCLC, 1226212350; USTC, 1702095; Vezzosi, II, p. 481. Cfr. Bosco, Bibliotheca Lamiarum documenti e immagini della stregoneria dal Medioevo all'età moderna, (1994), p. 237; Cavarra, Hebraica il mondo ebraico nell’ interpretazione cristiana nei secoli 15.-18, (2001), p. 70; DSPM, Atti e memorie, (1899), IV, p. 169; Italia judaica atti del I Convegno internazionale: Bari 18-22 maggio 1981, (1983), p. 340; Lorenzi, Witches Exploring the Iconography of the Sorceress and Enchantress, (2005), p. 135; Parente, Les juifs et l'Église romaine à l'époque moderne (XVe-XVIIIe siècle), (2007), p. 135; Pitrè-Salomone Marino, Archivio per lo studio delle tradizioni popolari, (1899), XVIII, p. 316; Toaff, Mangiare alla giudaica cucine ebraiche dal Rinascimento all'età moderna, (2011), p. 83; Troncarelli, La Città dei segreti magia, astrologia e cultura esoterica a Roma (XV-XVIII), (1985), p. 243.