
#dentisrarebooks
© Copyright 2026 - All rights reserved
€480.00 (In Stock)
Foglio di appunti manoscritto all’ inchiostro bruno in elegante calligrafia ottocentesca.
In alto, tre affascinanti righe di calcoli matematici a matita di mano di Giovanni Plana.
Annotazioni e riflessioni in basso.
Data: Torino 11 gennaio 1844.
Dimensioni: 21 cm x 15,5 cm.
A conclusione dei calcoli a matita si trova appuntato:
“Le due frazioni ridotte allo stesso denominatore sono 63/1344 e 64/1344”.
Sotto i calcoli a matita, si trova:
“Soluzione del Comm. Plana/fatta di suo pugno come sopra”.
Problema posto a Giovanni Plana.
“In una società di Novara fu posto il seguente quesito d’ aritmetica
Si supponga, che sopra un asse ereditario qualunque spetti a tizio il quarto/di tre sedicesimi./Si domanda se dando a tizio la ventunesima parte di detto asse/ereditario gli si darebbe di più, oppure meno del quarto di tre sedicesimi./I pareri furono divisi, e la cosa terminò in una scommessa./Il quesito fu stampato e se ne inviò un esemplare al Com Plana in Torino per averne la soluzione !...”.
“Questo prova quanto l’ educazione scientifica elementare sia addietro, che necessita di studii un po’ più serii che i semplici letterari”.
Nell’ angolo inf. destro, a matita rossa “Baraffé”.
Ottimo stato di conservazione e leggibilità.
Giovanni Plana è stato uno dei più illustri matematici e astronomi italiani dell’ Ottocento, riconosciuto come il più grande astronomo italiano del suo secolo. A Parigi, fu allievo di Lagrange di cui sposerà una nipote. Fondatore dell’ Osservatorio Astronomico di Torino, si occupò di astronomia geodetica, ma anche di astronomia teorica ed è noto principalmente per i suoi studi sul moto della Luna. Plana si occupò anche di calcolo infinitesimale ed è considerato anche uno dei massimi matematici del suo tempo. Nel 1815, in seguito alla Restaurazione, ottenne la prestigiosa cattedra di Calcolo Infinitesimale all’ Università di Torino, Plana applicò costantemente questi strumenti matematici ai grandi problemi della meccanica celeste e dell’ astronomia, utilizzando metodi di analisi infinitesimale e di calcolo delle perturbazioni per descrivere il movimento del nostro satellite, culminando nel trattato in tre volumi Théorie du mouvement de la lune (1832). Questo lavoro gli valse importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il premio dell'Accademia Francese delle Scienze Per i suoi meriti nel 1861 è nominato senatore del primo Senato italiano.