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Le Metamorfosi di Ovidio Ridotte da Gio. Andrea dall' Anguillara, in ottava rima. Impressione quarta. Al Christianissimo Re di Francia Henrico Secondo, Di nuovo dal proprio Autore rivedute, & corrette, Con l’ Annotationi di M. Gioseppe Horologgi. Con Postille, & con gli Argomenti nel principio di ciascun libro di M. Francesco Turchi.
In Venetia, Appresso Francesco de’ Franceschi Senese, 1571. In-8° (20,4 cm x 15,6 cm). Cc. (4), 268. Segnatura: [*]4, A-2K8, 2L4. Solida legatura coeva in piena pergamena rigida, autore e titolo manoscritti sul dorso (un piccolo ed abile consolidamento al piede). Con 15 belle illustrazioni impresse in xilografia a mezza pagina all’ inizio di ciascun libro, al di sopra una mezza cornice sempre in xilografia, di stile diverso in ciascun libro, contiene l’ argomento del libro. Al front. ed al verso dell’ ultima carta, entro una cornice ovale figurata, marca tipografica in xilografia raffigurante La Pace, una donna seduta accanto ad una colonna con un ramo d’ ulivo nella mano sinistra ed il braccio destro appoggiato su una cornucopia. Carattere corsivo e romano. Capilettera figurati e fregi xilografici. Front. leggermente fiorito al margine esterno destro ed un debole ed insignificante alone chiaro al margine inferiore delle ultime cc., peraltro esemplare in più che buono stato di conservazione generale.
Bella ed assai rara quarta edizione del poema ovidiano, l’ opera ebbe un’ enorme influenza sulla letteratura, le arti visive e la cultura europee, dal Medioevo al Rinascimento, nel celebre adattamento poetico in ottava rima di Giovan Andrea Anguillara, forse il più celebre lavoro dell’ illustre poeta e letterato nativo di Sutri, uno degli esempi più raffinati di “volgarizzamento” rinascimentale, fu molto apprezzato per l’ eleganza dello stile e per la capacità di cogliere la ricchezza narrativa di Ovidio nella lingua volgare; la scelta dell’ ottava rima, tipica della poesia epica e cavalleresca, conferì al mito classico un aspetto familiare al pubblico del XVI secolo. La dedica al re di Francia, Enrico II, sottolinea l’ importanza internazionale di quest’ opera, che circolò ampiamente nelle corti e nei salotti letterari europei. Quest’ opera è una vera e propria enciclopedia di mitologia classica, in oltre 11000 versi, Ovidio ci presenta oltre 250 miti della classicità greca e romana. Un affascinante caleidoscopio di miti e personaggi: Medea, Apollo e Dafne, Piramo e Tisbe sono solo alcuni.
Dante stesso conosceva bene ed amava le Metamorfosi che, con i suoi numerosi miti di trasformazioni, gli fornì un ricco repertorio di immagini, personaggi e situazioni che Il Poeta rielaborò nella sua Commedia rimasta profondamente influenzata anche nella sua struttura, presenta infatti un viaggio attraverso diversi regni e trasformazioni spirituali dei personaggi. Inoltre, il tema del cambiamento e della transitorietà della condizione umana, centrale nelle Metamorfosi, è evidente anche nel poema dantesco dove i miti classici vengono adattati dal Poeta in chiave cristiana: si pensi al mito di Apollo e Dafne, presente nelle Metamorfosi, viene ripreso nel canto I del Paradiso, dove Beatrice, come Dafne, si trasforma in luce. Dante cita esplicitamente Ovidio in alcuni passi della Commedia e fa numerosi riferimenti alle Metamorfosi, dimostrando una profonda conoscenza dell’ opera ovidiana. Molte figure mitologiche che appaiono nelle Metamorfosi sono presenti nella Commedia, come Cerbero, Caronte, Minerva, etc. Dante, però, non si limita a riproporre i miti ovidiani, ma li rielabora e li adatta al suo contesto, attribuendo loro nuovi significati simbolici.
Bibliografia: Argelati, IV, vol. 5, p. 598; Blattner, p. 208; Browne, p. 40; Brunet, p. 293; Burman, vol. 46, p. 4270; Duplessis, p. 43, 117; Ghisalberti, p. 33; Graesse, p. 94; Grolier de, vol. 2, p. 102; Heber, p. 221; Kolb, p. 22; Lateinische Schriftsteller, 1834, II, p. 689; Quentin-Bauchart, p. 154, 40; Sapori, p. 207; Scotto-Thellung, p. 31; Schweiger, III p. 689; USTC, 845942. Manca all’Adams. Handbuch der classischen Bibliographie, p. 689. Cfr. Cieri Via, Immagini degli dei mitologia e collezionismo tra ‘500 e ‘600, (1994), p. 180; Kuhn, Mythos und Metapher Metamorphosen des Kirke-Mythos in der Literatur der italienischen Renaissance, (2003), p. 622; Sabinus, Publii Ovidii Nasonis Opera, p. CXLII; Sigurette-Lafambroise, Andromède, ou, Le héros à l'épreuve de la beauté, (1996), p. 71.