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Fotografia originale all’ albumina, stampa a contatto che fissa l’ immagine su carta tramite un’ emulsione di albume d’ uovo e sali d’ argento, eseguita da Giacomo Brogi.
Dimensioni: 18 cm x 12,5 cm. fissata su cartoncino dello studio Brogi 21,5 cm x 13,5 cm.
Data: 31. 5. 96
Lungo il margine superiore della foto una bella e storica dedica autografa, di Puccini trent’ottenne a Eugenio Tornaghi, lo storico procuratore legale e fra i più importanti dirigenti di Casa Ricordi dal 1857 al 1911: “all’ Ego e carissimo sig Eugenio Tornaghi/ricordo affettuoso di G Puccini/31.5.96”. Esemplare in ottimo stato di conservazione.
Una splendida ed importante fotografia autografata di un giovane Giacomo Puccini fotografato a figura intera nel 1896, l’ anno che fu cruciale per la sua carriera e per l’ intera storia della musica.
Il 1° febbraio 1896, Teatro Regio di Torino, Giacomo Puccini debuttò con La bohème, diretta da un ventinovenne Arturo Toscanini. L’ opera, capolavoro del melodramma italiano, tratta dal romanzo di Henri Murger, segnò la consacrazione del compositore toscano. Nel mese di maggio di quell’ anno, il compositore toscano fu impegnato in prima persona nella promozione della sua nuova opera nei principali teatri italiani, tra cui le fortunate repliche al Teatro Pagliano di Firenze e, il 9 maggio 1896, al Politeama Palermo, proprio grazie al successo nell’ isola Puccini visse il definitivo trionfo e la consacrazione de La bohème, gli spettatori entusiasti imposero il bis di interi brani e costrinsero l’ orchestra e i cantanti a ripetere l’ intero finale dell’ opera quando la recita era ormai conclusa. Sebbene infatti l’ opera fosse stata presentata in prima assoluta al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio dello stesso anno ricevendo un’ accoglienza fredda da parte della critica, fu proprio la messinscena palermitana a segnarne la svolta. Il compositore, presente in teatro, fu acclamato e portato in trionfo, in una lettera ironica all’ amico Carlo Clausetti descrisse il suo arrivo in Sicilia accolto da “una barcata di persone”. Da questo preciso momento di maggio, La bohème abbandonò i dubbi del debutto torinese e iniziò la sua inarrestabile ascesa nei teatri di tutto il mondo.
Eugenio Tornaghi gestiva, per Casa Ricordi, gli affari quotidiani, i contratti, i pagamenti e la logistica legata ai grandi compositori dell’ epoca, tra cui Giuseppe Verdi e, appunto, un giovane Giacomo Puccini per cui ha gestito i contratti, le anticipazioni di denaro e la burocrazia di quasi tutte le opere, rappresentando il principale punto di riferimento milanese di Puccini per questioni finanziarie e organizzative. I due si scambiavano frequenti comunicazioni per la liquidazione dei compensi, le lettere mostrano spesso Puccini alle prese con richieste urgenti di denaro, come nel toccante carteggio dell’ agosto 1884, in cui il compositore chiese un anticipo sui proventi de Le Villi per far fronte alle spese seguite alla scomparsa della madre. Tornaghi teneva anche Puccini aggiornato sulle prove, sulla scelta degli artisti e sui contratti con i librettisti.