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Basileae, Per Sebastianum Henricpetri, 1581. In-8° (16,8 cm x 10 cm). Pp. (80), 1171, (1). Segnatura: a-e⁸(e8 bianca), A-2Z8, 2A-3C8, 3D10. Solida legatura coeva in pergamena floscia, titolo manoscritto sul dorso. Con una tabella e 2 tavole f.t. ripiegate. Marca tipografica al frontespizio ed alla carta 3D10(v). Ritratto dell’ autore di profilo, entro cornice ovale a guisa di medaglione classico, al verso del front. Nota di possesso manoscritta da mano secentesca in calce al front. Dedicatoria al nobile cardinale Cristoforo Madruzzo. Capolettera ornati, diagrammi e numerose figure impresse in xilografia nel testo, spesso di grandi dimensioni con 7 delle quali a piena pagina. Qualche lieve brunitura sparsa dovuta al tipo di carta e qualche debole alone marginale; alcuni piccoli ed abili consolidamenti ai margini delle ultime cc., peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Bella e ricercata 2 edizione impressa a Basilea, arricchita ed ampliata, di questa importante ed immensa enciclopedia scientifica, una sorta di prosecuzione del De subtilitate, del celebre medico ed erudito paese, una delle figure più brillanti e controverse del Rinascimento italiano, un vero uomo del Rinascimento esperto di matematica, filosofia, medicina, fisica, astronomia, teologia e persino di scienze occulte, nonché uno dei primi discepoli di Paracelso. Cardano è noto per l’ ampiezza dei suoi risultati intellettuali e questo libro, “Sulla varietà delle cose”, li rappresenta al meglio.
La sua vita fu segnata da un lato da una vastissima produzione letteraria e da un insaziabile desiderio di conoscenza, dall’ altro da una forte propensione al gioco d’azzardo e da gravi traumi familiari, in particolare l’ esecuzione del figlio per l’ avvelenamento della moglie fedifraga.
Nelle opere speculative come questa, il Rinascimento trova la sua ragion d’ essere attraverso la ricerca del tutto nel singolo. Nella sua autobiografia, il “De vita propria”, lo stesso Cardano dice “sono poco rispettoso e non ho peli sulla lingua”; questa sua franchezza lo caratterizzò per tutta la vita causandogli spesso scontri e accuse da parte della stessa Inquisizione, che lo imprigionò pare per aver compilato l’ oroscopo di Cristo, di studenti e colleghi. A questo proposito fu protagonista di una delle più accese dispute della storia della Matematica. Infatti Tartaglia accusò Cardano di avergli sottratto con l'inganno la formula risolutiva delle equazioni di terzo grado. Cardano invece sostenne di aver pubblicato la formula solo dopo aver saputo che Tartaglia l'aveva, a sua volta, appresa da Scipione del Ferro. Ad oggi la formula e soluzione è detta Cardanica.
Il De rerum varietate, composto di 17 libri, si occupa di una vasta parte del sapere rinascimentale: dalla cosmologia alla costruzione di macchine; dall’ utilità delle scienze naturali ed alla mineralogia, alla cattiva ed a volte terribile influenza dei demoni sugli uomini e sul mondo; dalle leggi della meccanica alla crittologia. Le somiglianze tra le opinioni scientifiche, espresse da Cardano nel De Subtilitate e nel De Rerum Varietate, e quelle di Leonardo da Vinci, i due s’ incontrarono visto che suo padre Fazio, notaio milanese che era stato anche un rinomato cultore degli studi matematici, era amico di Leonardo, all’ epoca inedite, hanno indotto alcuni storici, in particolare Pierre Duhem, a supporre che Cardano abbia utilizzato appunti autografi di Leonardo. Di particolare interesse chimico è il Libro X, che comprende: un capitolo sul fuoco, un capitolo sulla distillazione con xilografie di apparecchiature e un capitolo sulla chimica, concludendosi con un capitolo sul vetro. Il De rerum varietate è una miniera di fatti, sia reali che immaginari; di note sullo stato delle scienze; di superstizione, tecnologia, alchimia, “In esso egli distingueva chiaramente tra l’ attrazione dell’ ambra strofinata (elettrica) e quella della pietra da carico (magnetica)...La legge naturale era unificata e onnipotente, da apprendere attraverso l’ esperimento e l’ empirismo” (Dibner).
Nei libri XIV-XV e XVI, Cardano si occupa di tutti i rami dell’ occulto come divinazione, chiromanzia, magia e demonologia. Qui, ben si vede lo sforzo dell’ erudito neoplatonico nella ricerca della Verità nel molteplice, i suoi legami con l’ astratto e l’ immanente e la continua verifica dei limiti dell’ uomo. Attraverso la magia interpretata neoplatonicamente, Cardano giunse a una concezione del mondo di tipo evolutivo nella quale il rapporto tra l’ Uno e i molti appare un fatto arcano, suggerito dalla prodigiosa somiglianza fra le cose, e non già una deduzione del pensiero.
L’ autore fu anche un inventore prolifico, a lui si devono la progettazione di alcuni meccanismi quali la serratura a combinazione, la sospensione cardanica (tre anelli concentrici collegati da snodi, in grado di ospitare una bussola o un giroscopio, garantendo la libertà di movimento dello strumento) e il giunto cardanico, dispositivo ancora oggi usato nelle vetture che consente di trasmettere un moto rotatorio da un asse a un altro di diverso orientamento.
Bibliografia: Adams, C-666; BM, vol. 33, p. 857; BMStc, German, p. 182; Choix, p. 2935; Dean, III, p. 226; Dibner, 139; Duveen, p.117; Gaiscoigne, p. 3; Norman, 402; Poletti, p. 40; Ravelli-Hausbergher, p. 39; Riccardi, I, 225; Sabattini, p. 16; Shulman, p. 3; Thorndike, V, pp. 563-79; Vanini, p. 259; VD16, C, 921; Wellcome, 1297; Wheeler Gift, 45. Cfr. Alberati, Arte della cucina e alimentazione nelle opere a stampa della Biblioteca Nazionale Marciana dal XV al XIX, (1987), p. 353; Donhaue, The Dissolution of the Celestial Spheres, 1595-1650, (1981), p. 305; Fehrenbach-Black, Private Libraries in Renaissance England, (1992), p. 120, 146.214; Gaverni, Storia del metodo sperimentale in Italia, (1900), VI, p. 58; Gentile, Giordano Bruno e il pensiero del Rinascimento, (1925), p. 56; Groethuysen, Philosophische Anthropologie, (1928), p. 136; Krampe, Die italienischen Humanisten und ihre Wirksamkeit für die Wiederbelebung gymnastischer Pädagogik, (1895), p. 222; Percolla, Auriloquio nel quale si tratta dello ascoso secreto dell’ alchimia, (1996), p. 136; Ramakrishnan, Essays on Scientific Topics, (1900). I, p. 58; Torndyke, A History of Magic and Experimental Science: The sixteenth century, (1923), p. 148.