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Bruxelles, Louis Hauman et Comp., 1833. In-8° (20,7 cm x 13,2 cm). Pp. (8), 419, (1). Con 1 tav. Più vole ripiegata in fine. Superba reliure à la cathédrale coeva in piena pelle verde, piatti inquadrati da una doppia cornice in oro con un motivo interno a palmette, un grande rosone centrale inserito entro una complessa serie di fregi geometrici in rilievo; autore e titolo dorati sul dorso riccamente ornato da fregi romantici dorati. Qualche lieve ed insignificante rara fioritura dovuta al tipo di carta, peraltro esemplare in ottimo stato di conservazione.
Prima rara edizione di questo importante e fondamentale trattato di logica del barone belga Frederic de Reiffenberg, illustre storico e filoso noto per la sua difesa dell’ eclettismo filosofico, fortemente influenzato dal pensatore francese Victor Cousin che rifiutava l’ idea che un singolo sistema filosofico potesse contenere tutta la verità, e per il suo ruolo di primo piano nelle istituzioni culturali del Belgio del XIX secolo. Nel 1822 ottenne la cattedra di filosofia presso l’ allora Università di Lovanio, tra le più prestigiose dell’ epoca, dove insegnò logica, metafisica e storia della filosofia fino al 183 Un approfondito corso teorico con una preziosa prospettiva storica sull’ evoluzione del pensiero razionale, in cui percorre la storia della disciplina dalle sue origini nell’ antica Grecia, in particolare l’ eredità di Aristotele, fino ai suoi sviluppi nell'epoca classica e premoderna.
L’ autore definisce la logica come la scienza delle leggi della ragione nella sua ricerca della verità; analizza le facoltà dell’ anima e i meccanismi del ragionamento. Egli contrappone la logica pura, orientata alla verità scientifica, alla retorica, che accusa di poter deviare verso la manipolazione o la falsità. L’ opera riflette l’ approccio accademico del XIX secolo, dove la logica non era ancora puramente formale o matematica, ma unita all’ epistemologia e allo studio dei processi mentali, descrivendo in dettaglio il funzionamento delle facoltà della mente, i meccanismi del giudizio e dell’ argomentazione e la struttura formale tipica dei ragionamenti logici e deduttivi per la ricerca della verità, i sillogismi aristotelici.
Il testo, celebre per la sua ricca sezione bibliografica, unisce un corso teorico sulla disciplina a una ricca e fondamentale trattazione storiografica e bibliografica dei testi di logica pubblicati fino al suo tempo, rendendolo uno dei primi e più completi manuali di storiografia della logica dell’ Ottocento che traccia lo sviluppo della logica formale fino alla sua epoca, diventando un testo di riferimento nelle università europee del XIX secolo.
Per Reiffenberg, lo studio della storia della filosofia non era un semplice esercizio accademico, ma lo strumento fondamentale per far progredire la conoscenza umana. Sosteneva la necessità di analizzare criticamente i sistemi del passato per estrapolarne gli elementi validi e rigettare gli errori, combinandoli in un quadro unitario e armonico. Proprio in quanto storico, poligrafo e filosofo d’ impronta eclettica, Reiffenberg organizza lo sviluppo della logica, che definisce, la scienza delle leggi alle quali sottoponiamo la nostra ragione nella ricerca della verità, attraverso una rigorosa suddivisione cronologica e concettuale, strutturata in grandi epoche.
Dell’ Epoca Antica evidenzia le origini e la formalizzazione: nel Periodo Pre-Aristotelico esamina i primi tentativi di strutturazione del pensiero in Oriente e nella Grecia arcaica con i due momenti chiave e contrapposti, la Scuola Eleatica e i Sofisti. Identifica Aristotele come il vero fondatore della logica formale, la sillogistica. Reiffenberg ne analizza l’ Organon come il primo sistema scientifico completo. Della Scuola Stoica ed Epicurea evidenzia l’ apporto stoico, con Crisippo, focalizzato sulla logica delle proposizioni, contrapponendolo al criterio della sensazione tipico degli epicurei.
Nell’ Epoca Medioevale, con la Scolastica, Reiffenberg mappa il passaggio della logica a strumento supremo della teologia medievale. Della Disputa sugli Universali, la più importante controversia filosofico-teologica del Medioevo, analizza la frattura filosofica tra realisti, che attribuivano realtà ontologica ai concetti generali e nominalisti, che li consideravano puri nomi, con particolare attenzione a figure come Pietro Abelardo e Guglielmo di Ockham.
Dell’ Epoca Moderna ne analizza la transizione e la critica: del Rinascimento e la reazione anti-aristotelica, traccia il declino della sillogistica rigida a favore di nuovi metodi d’ indagine, citando figure come Francesco Bacone, e il suo Novum Organum basato sull’ induzione, e Cartesio. Dedica poi grande spazio alla Logica di Port-Royal, La Logique ou l’ art de penser, di Antoine Arnauld e Pierre Nicole. Reiffenberg apprezza questo approccio perché sposta l’ asse della logica dalle pure formule astratte verso l’ analisi psicologica delle facoltà mentali, operazioni dell’ intelletto: concepire, giudicare, ragionare, ordinare. Dell’ illuminismo e a Leibniz riconosce il merito di aver intuito la necessità di una caratteristica universale, un alfabeto del pensiero, anticipando la fusione tra logica e matematica.
Coerentemente con la filosofia del XIX secolo, Reiffenberg non vede la logica come un sistema puramente simbolico o matematico, la rivoluzione della logica moderna di George Boole e Gottlob Frege avverrà pochi decenni dopo, ma come una disciplina intrinsecamente legata alla psicologia cognitiva e alle leggi dello spirito umano.
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