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In Bologna, Per l’ erede di Domenico Barbieri, 1670. In-folio (38 cm x 26,5 cm). Pp. (2), compresi occhietto, antiporta allegorico, ritratto del dedicatario). Con 65 tavole: 42 incise f.t. a piena pagina e 23 n.t.. Segnatura: [p]4, A-2V2. Antiporta e ritratto disegnati da Domenico Brizio, incisi da Lorenzo Tinti e stampati da Marc’Antonio Fabris. Bella legatura antica in piena pergamena rigida, autore e titolo dorati su tassello sul dorso. Con 90 figure incise f.t. e n.t. Grandi capilettera, testatine e finalini in xilografia. Grandioso antiporta con, al centro, le armi del dedicatario dell’ opera sorrette dalle figure di Mercurio e Marte con, sullo sfondo, alcuni putti che sorreggono simboli caratteristici della guerra. Un dettaglio in basso raffigura una carica in battaglia con cavalieri e fanti. Al secondo antiporta, ritratto del dedicatario, Ferdinando Maria Duca di Baviera “egli stesso abile cavaliere nei tornei di corte, eccellente nuotatore e appassionato cacciatore” (NDB V, 87), in armatura a mezzo busto entro cornice d’ alloro sorretta da putti su di un globo terraqueo ed inserita entro una scena classica. Qualche traccia di sporco ai margini esterni di alcune carte iniziali, peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Prima edizione di questo superbo ed esauriente trattato di arte militare, uno dei libri di militaria più belli del Seicento italiano, comprende: 33 capitoli sulla picca, 20 sul fucile, 28 sulla tattica di fanteria, 10 sulla formazione degli ordini in battaglia e 21 sulla difesa delle fortezze. Il trattato sulla fortificazione non è illustrato. Le 65 tavole con complessive 90 incisioni, eseguite quasi sicuramente dal bolognese Filippo Brizzi, assai eleganti e nitidamente incise, sono di notevole interesse per i costumi dei soldati. Nella prima parte dell’ opera si tratta del corretto esercizio e maneggio di picche e moschetti, le tavv. sono firmate “FB”. Il testo e le belle illustrazioni spiegano come caricare, mirare e sparare con i moschetti. La seconda parte tratta di esercitazioni a terra in caserma e formazioni di battaglia per piccoli battaglioni, con le tavole che mostrano le corrette formazioni offensive e difensive.
Bibliografia: D’ Ayala, p. 40; BL, II, p. 552; BM, CLIV, p. 799; BMC, XVII sec., 552; Gelli, p. 139; Guarnieri, p. XXII; Haym, p. 578; Lipperheide, 2086; Michel-Michel, V, 138; NUC Pre-1956, CCCLXVI, p. 466; Olschki, Choix,VII, 10180 (cita l’ ediz. del 1683): “Livre rare et interessant…”; Osmont, p. 10; Piantanida, I, 1440 (cita l’ ediz. del 1683); STC, 552; Thieme-B., XXXIII, 188 (2.A. 1673); Thimm, p. 185. Cfr. Castle, Bibliotheca artis dimicatoriæ, an excerpt from Fencing, boxing, and wrestling, p. 283-284; Maffi, Los últimos tercios. El Ejército de Carlos II, p. 285; Opere antiche di sport e di educazione fisica, 1960, p. 60.