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Real Fabbrica Milano, 1835 ca.
Raro Mazzo di Tarocchi detto il “Tarocchino Milanese” realizzato a Milano intorno al 1835 ca. per Ferdinando Gumppenberg, il più importante maestro dell’ arte cartaria italiana del XIX secolo.
Xilografia, realizzata da Carlo della Rocca, acquerellata e rifinita a mano . Dimensioni delle carte: 10, 8 cm x 5,5 cm. Raro mazzo quasi completo, Tarocchi presenti: 75 su 78 (mancanti solo 2b; 5d; IX). Qualche piccolo ed insignificante segno del tempo, peraltro esemplare in ottimo stato di conservazione.
Il verso di ogni carta è uniformemente decorato dalla figura del Minotauro con la scritta “Milano”; sul Re di Bastoni, troviamo la firma “F. GUMPPENBERG MIL.o”; sul Due di Coppe, si trova l’ indicazione “FABBRICA DI MILANO”; Sul Re di Bastoni, in un cerchio bianco in mezzo alle gambe, si trova il bollo fiscale: "F.I C.70 LOMBARDIA" con la corona di Rodolfo d Asburgo, questo bollo rimase in uso tra 1823 e il 1840.
Gli Antichi Tarocchi Italiani, molto diversi dai Tarocchi Marsigliesi, risalgono alla metà dell’ Ottocento e derivano da un mazzo di Ferdinando Gumppenberg, fabbricante tedesco nativo di Monaco che dal 1810 aveva a Milano un’ intensa e fruttuosa attività commerciale basata sull’ invenzione di nuove carte da gioco. All’ inizio dell’ 800 la produzione dei Tarocchi è prevalentemente in carico ai produttori milanesi come Gumppenberg e Dotti, tanto che la denominazione muta da Tarocco italiano a Tarocchino milanese o lombardo, viene detto tarocchino perché i mazzi stampati a Milano avevano solitamente un formato più piccolo del consueto.
La realizzazione xilografica di questi Tarocchi venne affidata da Gumppenberg all’ incisore milanese Carlo Della Rocca. Il primo mazzo fu stampato intorno al 1830 ed ebbe un successo immediato, sia in tutta la Lombardia ma anche in Piemonte e Liguria, lo prova il fatto che fu presto copiato da altri fabbricanti come: i milanesi Bordoni e Dotti, il bergamasco Masenghini e il genovese Armanino. Le carte che lo distinguono dal tarocco di Marsiglia sono la Luna vista di fronte e il Giudizio, con la tromba senza vessillo. L’ onore 1 viene spesso chiamato Bagatèl o Bagattèl, ragazzo in dialetto milanese. Carta tra le più caratteristiche è il Diavolo con i pantaloni di pelliccia e i due diavoletti di fianco. Come in questo caso, il bollo fino al 1862 era sul re di bastoni che a tale scopo aveva un cerchio bianco in mezzo alle gambe: “F.I C.70 LOMBARDIA” con la corona di Rodolfo d’ Asburgo, fu in uso tra 1823 e 1840.
Bibliografia: Berti-Vitali-Angeri, I Tarocchi: le carte di corte: gioco e magia…, 1987, p. 133; S,H. Caplan, The Encyclopedia of Tarot, 1978, II, p. 346; P. Huson, Mystical Origins of the Tarot, 2004, p. 282; G. Lise, Stampe popolari lombarde, 1976, p. 42; A. Rusconi, I giuochi del Bagatto, 2018, p. 77.