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Hannover, Klindworth’s Verlag, [1878]. In-8° (22,8 cm x 15 cm). Pp. 248, 1 c.b.. In antiporta, un raffinato menu dell’ epoca datato “Hanovre 15 novembre” ed inserito entro una raffinata cornice color sanguigna. Bella legatura editoriale in mezza tela marrone, piatti ben’ illustrati in cromolitografia a colori. All’ angolo inferiore dx del front. la firma di possesso di A.M. Girot, all’ occhietto la nota di possesso “Girot Hannover”. Carattere francese e tedesco in gotico. Un vocabolario dei termini è inserito in fine. Testatine e finalini incisi. Un po’ di foxing al margine esterno dx del piatto ant., peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Prima edizione, assai apprezzata ed appartenuta ad A.M. Girot, di questa famosa opera che già solo in copertina presenta “una delle più belle illustrazioni di copertina del tardo periodo Biedermeier. Contiene varie istruzioni per il servizio dell’ artista e cuoco francese Antoine Marie Girot, tablettes gastronomiques, liste di torte storiche e altre degne di nota, ecc.” (Weiss), Dal 1844 Girot fu il cuoco personale di re Ernesto Augusto nella sede reale del Regno di Hannover. Questo lavoro sul menu del barone von Malortie ebbe un’ influenza decisiva sulla cucina aristocratica dell’ Impero, grazie anche all’ inclusione di numerosi menu storici, ebbe anche di interesse storico-culturale. “Contiene una varietà di esempi di menu e di menù storici, note sui menu e molto altro. "(Di Malorties). “…con il grande libro di cucina di Rottenhöfer, fu pioniera della cucina tedesca raffinata fino alla pubblicazione del Kochkunstführer di Escoffier” (Schraemli). L’ A. guidò la corte di Ernesto Augusto di Hannover dal 1836 in poi. Nel 1860 divenne Consigliere Privato e nel 1862 Ministro della Casa Reale. Con l’ annessione di Hannover alla Prussia (autunno 1866), perse le sue cariche, si ritirò a vita privata e poté dedicarsi alla sua amata attività gastronomica.
Bibliografia: Bitting, 305; BM, CLI, p. 261; Drexel, 921; Georg, 545; Horn-Arndt, 512; Schraemli, 107; Walterspiel, 332; Weiss, 2429. Cfr. Deutsch-französische rundschau, I, p. 191; Notaker, A History of Cookbooks, p. 365; Peter, Kulturgeschichte der deutschen Küche, p. 144.