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Pescia, Tipografia Vannini, 1875. In-8° (22 cm x 14,5 cm). Pp. 80. Brossura editoriale a stampa giallina. Qualche fioritura marginale alla bross. ant., peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Prima edizione assai rara (solo tre copie nelle biblioteche italiane) di questo interessante ed approfondito saggio enologico del Dottor Chiostri. L’ opera, suddivisa in 4 conferenze, analizza il mondo del vino in ogni suo aspetto: botanico, geologico, meteorologico e l’ orientamento del terreno rispetto al sole ed ai venti, le cure in vigna, la vendemmia con il modo di raccogliere e trattare le uve raccolte, il trasporto e la prima lavorazione dell’ uva in cantina, i lavori in cantina, la scelta del legno per la botte, l’ analisi olfattiva con la spiegazione dei profumi da ricercare nei differenti vitigni, scelta della bottiglia ed imbottigliamento, fino a toccare nozioni di marketing per la distribuzione e vendita del vino. Ritroviamo quindi un punto di vista assai moderno nel trattare l’ argomento inoltre, tutto ciò viene spiegato dall’ A., facendo spesso un marcato confronto tra i contadini del Poggio Di Montecarlo ed i loro omologhi francesi del Bordeaux, all’ epoca all’ avanguardia nella produzione e vendita di vini di alto livello.
S’ inizia con la vite e la sua cultura “essendo che la vite debba considerarsi come la base fondamentale di tutto il sistema enologico!.....pure del vino anche se voi non ne siete interessati”. Si sottolinea che la forza dei francesi è stata proprio quella di fabbricare tutti un buon vino dello stesso tipo: “Fabbricare ciascuno un tipo differente di vino (cosa che voi credete costituisca un vostro gran privilegio particolare)è una di quelle corbellerie che costano care e si pagano da voi a danaro contante… uniformiamoci tutti a fabbricare un buon vino e dello stesso tipo”, “e vedrete allora che questo nostro vino viaggerà non più a barilini ma a botti coi treni sulla ferrovia…volete essere poveri o ricchi ?”. Ci si occupa di Saggiovese ma anche di Verduzzo, Cignanese e Marsallinio: “Buono è il vino il quale, appena mesciuto, tramanda odore soave e grato, vale a dire emana un profumo grazioso, differente da tutti gli altri profumi del mondo, chiamato dai Francesi Bouquet”.
Bibliografia: Clio, 1112; Sormaonni, p. 33; Bocca, bibliografia d’ Italia, IX, p. 143, 4531. (WorldCat does not locate any copies outside of Italy)