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Tiguri, per Andream Gessnerum et Iacobum Gessnerum fratres, mense Martio 1555. In-folio (31,5 cm x 20,5 cm). Cc. (9), 1 c.b., 408, (2), (20). Segnatura: †6, *4, a-z6, 2a-2y6, α6, β6, γ8 (*4 e v8 bianche). Solida legatura del tempo in piena pergamena rigida, autore e titolo manoscritti sul dorso a cinque nervi. Grande marca tipografica impressa in xilografia poi ripetuta a c. 2Y(v). Colophon a c. 2Y5(r). Eleganti capolettera incisi. Carattere romano, corsivo e greco. Con 260 figure, anche di grandi dimensioni, in xilografia n.t. incise da Jos Murer raffiguranti: forbici, uncini, spatole, bende e vari macchinari per operazioni chirurgiche oltre a figure di scheletri tratte dalle Tabulae sex di Vesalio, ferri chirurgici da Gersdorff e figure dalla Chirurgia del Guidi; con una xilografia assai importante per la storia della medicina, raffigura infatti l’ intervento di un chirurgo che opera un ferito di guerra. Dedicatoria dell’ A. al medico di Augusta Geryonus Seile. Una debole e gora chiara, con tonalità diverse, al margine inferiore bianco del libro, peraltro esemplare genuino in più che buono stato di conservazione generale.
Prima edizione di quest’ importante opera del geniale e poliedrico riformato svizzero che ben s’ identificata con il miglior esempio di erudito rinascimentale, uno dei principali ellenisti del suo tempo, fu professore di greco all’ Accademia di Losanna. Mente enciclopedica, coltivò numerose scienze, dalla teologia alla filologia, dalla botanica alla zoologia fino alla medicina. L’ idea per questo volume venne ai cugini di Gessner, gli editori Andreas e Jakob Gessner. Un completo ed esaustivo trattato che costituisce una straordinaria storia e bio-bibliografia della chirurgia e dei chirurghi riunita in un unico volume, una delle prime di tal genere che include circa 150 autori, dall’ antichità al suo tempo da Ippocrate a Tagault, un compendio di autorevoli testi antichi e più recenti su tecniche e procedure chirurgiche per il trattamento di tumori, cancrena, ascessi, ulcere, fori di proiettile, ferite infette e fratture (utilizzando le macchine finemente illustrate con corde per il corretto riposizionamento delle ossa rotte), nonché tecniche di medicazione e controllo del dolore. È presente anche un glossario di “rimedi chirurgici” suddivisi per patologia, che include cannabis bollita da applicare sulle ferite infette e “gomma arabica” per accelerare la guarigione delle fratture. Tra le centinaia di argomenti trattati figurano l’ amputazione di arti settici, l’ antidolorifico “Balsamum anodynum Guidonis”, l'arsenico per il trattamento delle ferite e gli effetti del “lignum indicum”, una pianta con proprietà antibatteriche importata dai Caraibi, utilizzata per trattare i sintomi della sifilide. Nell’ introduzione, Gessner descrive nel dettaglio cosa rende un buon chirurgo: una solida conoscenza dell’ anatomia, la destrezza manuale, una solida comprensione della chirurgia e della sua terminologia tecnica, degli effetti delle malattie e dei loro trattamenti.
Oltre al trattato di Gessner De medicinae Chirurgicae presentia et antiquitate, il volume contiene opere di Galeno, Oribasso ed Eliodoro nella revisione di Guido Guidi; il De chirurgia institutione di Jean Tagault; il De materia chirurgica di Jacques Houllier, allievo di Tegault; HOH, 309; Jacopo Dondi , Mariano Santo di Bari, Angelo Bolognini, Michelangelo Biondo, Hans Lange,e Joachim Lang; ed inoltre i trattati di Bartolomeo Maggi ed Alfonso Ferri sulle ferite da arma da fuoco. Hans Lange di Lemberg contribuì con i suoi 11 casi chirurgici ed un dizionario dei medicamenti di uso nella pratica chirurgica di Jacopo Dondi chiude l’ opera. Nelle cc. 393-408 di “Medicinae Chirurgicae Praestantia et Antiquitate”, Gessner presenta, per la prima volta, in forma sintetica i dati bibliografici di oltre 150 autori di storia della medicina. L’ A. spiega come abbia selezionato questi testi dalla sua biblioteca per preservare per i posteri l' “arte” della chirurgia, che può superare i limiti della medicina e della farmacologia trattando le patologie “con le mani”. Quando Gessner morì di peste, era ormai uno studioso di fama mondiale, anche se riformato, fu assai stimato perfino dall’ imperatore cattolico Ferdinando I.
Bibliografia: Adams, G-520; Alden, 555-20; BM, LXXXV, p. 179; BM STC Ger., p. 357; Brunet, II, p. 26; D’ Ayala, p. 197; Durling, 960; Eimas, 309; Fischer, S.86; Garrison-Morton, 5562: “L’ elenco degli autori di chirurgia e delle loro opere che Gesner ha allegato a questo libro è una delle prime bibliografie di chirurgia”; Graesse, II, 134; NLM, 960; Osler, 643; USTC, 621030; VD16, G 1707; Vischer, K 32; Vaillancourt, p. 219; Waller, 1959; Wellcome, I, 1460; Wellish, 36.1. Cfr. Braun, Konrad Gessner, p. 154; Catalog der Stadtbibliothek in Zürich, II, p. 402; Die chirurgische Praxis der bewährtesten Wundärzte unserer Zeit, systematisch dargestellt, I-I, p. 38; Leu: “Gessner, Konrad”, in Dizionario storico della Svizzera; Lau-Optiz, Conrad Gessner (1516-1565) Die Renaissance der Wissenschaften/The Renaissance of Learning, p. 541; Lopez, Medicina e oncologia. Storia illustrata Il Rinascimento e la nuova scienza, IV, pp. 5-60; Manning- Klestinec, Professors, Physicians and Practices in the History of Medicine, p. 134.