
#dentisrarebooks
© Copyright 2025 - All rights reserved
€2300.00 (In Stock)
In Venetia, presso Francesco, Rampazetto, 1609. In-folio (35 cm x 25 cm). Pp. (12), 303, (1). Segnatura: a6, A4, B2, C8, D2, E6, F-H2, I8, K6, L4, M-P8, Q6, R8, S6, T-2A8, 2B4. Omesse dalla numerazione le pp. 57-60. Il libro sesto inizia con proprio front. alla c. Y1(r). Legatura coeva in piena pergamena floscia, titolo manoscritto sul dorso e sul taglio inferiore del libro. Un raffinato ed elegante ritratto dell’ autore, il nobile fiorentino Bonaiuto Lorini, architetto ed ingegnere militare, all’ età di 60 anni entro cornice ovale decorata con motivi floreali finemente inciso su rame alla c. a6(v) dal famoso incisore tedesco Wolfgang Kilian. Una grande vignetta xilografica al front. raffigurante un cannone con una zappa ed una vanga e l’ iscrizione entro cartiglio “Melius utenti”. Oltre 200 xilografie nel testo, di cui 22 a piena e doppia pagina, con fortezze, armi, macchine da guerra, strumenti di offesa e difesa, fortificazioni terrestri e fluviali, città fortificate. Dedicatoria ai “Serenissimi Principi d’ Italia” e, nel libro sesto a Cosimo II de’ Medici, appena divenuto granduca di Toscana, dopo la morte del padre, “Al Serenissimo Gran Dvca di Toscana”. Grandi capolettera ornati e finalini decorati in xilografia. Qualche minimo ed insignificante segno del tempo, peraltro esemplare fresco e genuino in stato di conservazione molto buono.
Prima edizione completa dell’ opera, sebbene pubblicato per la prima volta nel 1596, fu solo in questa edizione del 1609 che Lorini aggiunse il “Libro Sesto” definitivo, composto da 50 pagine, 18 nuovi capitoli e 27 nuove illustrazioni, tratta principalmente di assedi, affrontando problemi pratici, come riparare pareti sfondate, costruire difese temporanee o portatili, rendere mobile l’ artiglieria e proteggere gli artiglieri. Ciò ne fece la più interessante opera d’ ingegneria militare pubblicata fino ad allora.
Il conte fiorentino Buinaiuto Lorini, già allievo di Bernardo Buontalenti, fu uno dei più rinomati ed abili ingegneri militari di fortificazioni della sua epoca, avendo lavorato per i re di Francia e di Spagna, in Fiandra al servizio di Filippo II sviluppò le sue competenze sulla polvere da sparo, e per i Dogi di Venezia per cui, da primo ingegnere della Serenissima, ideò e costruì l’ imponente piazzaforte di Palmanova e cinse di baluardi il castello di Brescia; lavorava però anche per i Medici progettando a Pisa il ponte a mare e l’ Arsenale nel 1603 e poi la costruzione di un nuovo molo a Livorno, cioè il nuovo porto della Toscana granducale.
“Le Fortificationi” fu all’ epoca tra le più celebri e fondamentali opere nel campo dell’ architettura militare, in cui c’ è già tutta una nuova ottica riguardo alle scienze militari e alle fortificazioni. Non basta solamente la geometria, ma ci sono nuove scienze come la meccanica che devono essere alla base delle esperienze. Nel 1577 infatti viene pubblicato a Pesaro il “Mechanicorum libri” di Guidubaldo del Monte che può considerarsi uno dei più grandi ingegneri meccanici del ‘500, colui che fa della meccanica una vera e propria scienza. È merito di Guidobaldo del Monte la chiamata di Galileo Galilei alla cattedra di Padova, e nelle “Fortificationi” di Lorini vi è un quinto libro dove le macchine illustrate sono introdotte dai principii generali della meccanica: non è più quindi un catalogo di invenzioni più o meno utili o da brevettare, ma un vero e proprio trattato scientifico con tanto di proposizioni e di corollari. Con più di 200 xilografie questo libro è di fondamentale importanza per i principi metodologici che stanno alla base delle operazioni di rilievo dei luoghi e per le indicazioni sul calcolo dei tempi e dei costi e sul riutilizzo di fortificazioni già esistenti.
Il Lorini, nei suoi progetti, fece un uso innovativo della meccanica: comprese le macchine per sollevare l’ acqua, estrarre il fango e costruire fortificazioni. tanto che ci mostra la maniera di costruire casematte doppie per prosciugare specchi d’ acqua con pompe, sempre attento alle pratiche di cantiere e ai dettagli tecnici; come quando mostra la maniera per sollevare massi per la fondazione in acqua tramite tenaglie che facilmente si possono sganciare automaticamente senza bisogno di alcun intervento non appena il masso è arrivato al luogo stabilito. Fornì un contributo significativo all’ evoluzione delle tecniche di fortificazione, dalle torri medievali ai moderni bastioni, avendo una forte influenza sull’ ingegneria militare europea con nuove strategie militari ed attraverso l’ uso di nuovi strumenti di misurazione. Nel libro quinto, tanto stimato dal Riccardi (I, p. 67) che lo ha definito “il primo libro di meccanica e di ingegneria che si organizzi in maniera scientifica e non solo in maniera tecnica e sperimentale”, partendo dalla leva, dalla carrucola, dalla taglia, dalle moltiplicazioni degli sforzi passando attraverso il moto rotatorio e esaminando dal punto di vista meccanico le caratteristiche di queste macchine semplici, Lorini riesce a costruire una teoria generale meccanica che sta alla base delle macchine più complesse.
In questo quinto libro si trova la descrizione degli “strumenti né quali possono star gli omini sotto acqua”, in cui l’ autore descrive dettagliatamente il metodo di costruire la Campana d’ immersione progettata dall’ astronomo Edmund Halley intorno al 1690 in grado di rimanere sommersa per un lungo periodo di tempo, poi perfezionata nel ‘700 dallo scozzese Charles Spalding . Un sistema che permetteva a più persone di immergersi per oltre un’ ora, segnando un’ evoluzione fondamentale nella storia subacquea, era un dispositivo in legno rivestito di piombo, dotato di un oblò di vetro sulla sommità per l’ illuminazione. e di un sistema innovativo per l’ epoca: l'aria veniva rifornita tramite barili zavorrati calati dalla superficie, oltre a un tubo per evacuare l’ aria viziata.
Con Lorini quindi ci troviamo già di fronte a un secolo nuovo, al secolo di Galileo Galilei, ormai il discorso si apre sul contrasto galileiano fra le imperfezioni della materia e le perfette dimostrazioni matematiche. Ma il discorso di Lorini appare più attento alla pratica. Nel primo libro si danno le regole per disegnare le fortezze con le loro misure, si illustra l’ uso della squadra per tracciarne le fondazioni, il miglior tipo di baluardo. Nel secondo libro si passa alla fabbrica della fortezza, all’ amministrazione del cantiere, alla preparazione degli alloggiamenti per la truppa. Il terzo libro è di natura storica e illustra l’ evoluzione del sistema fortificatorio con alcuni esempi di come opere antiquate possano essere rimodernate. Il quarto libro mostra soluzioni speciali per siti particolari, come quelli marini. Il quinto libro è quello della meccanica, dalle macchine semplici alle più complesse. Infine il libro sesto tratta la difesa delle fortezze, come ovviare alle mine sotterranee e riparare i bastioni dai danni delle artiglierie.
Bibliografia: Berlin Katalog, 3519; Borghese, p. 104, 607 “cette edition est la meilleurs et la plus rare”; Breman, 165 “books I-V have been given 18 new chapters and 27 new woodcuts”, “Lorini’s work is the first systematic course of instruction in all aspects of military architecture, and the first work to give measured plans in its illustrations. ”; Bruni-Evans, p. 192; Choix, 10290; Cockle, 791; D'Ayala 104; Folger, I, p. 686; Gamba 1273; Fornari-Spinola, p. 194, 1742 “Edizione rara, citata dagli Accademici della Crusca”; Graesse IV, 261; Guarnieri, p. 69; Jähns, 845-848; Jordan, 2222; Manzi, 105; Manzoni, p. 49, 493; Marini, 40; Michel-Michel, V, 60; Montecchi, p. 172; Razzolini, 203; Riccardi, I, 53; USTC, 4036744. Cfr. Biral-Morachiello-Manno, Immagini dell'ingegnere tra Quattro e Settecento - filosofo, soldato, politecnico, (1985), p. 153; Cardini, Guerra e guerrieri nella Toscana del Rinascimento, (1990), CVIII; Concina-Moltemi, La fabrica della fortezza l’ architettura militare di Venezia, (2001), p. 3054; Coppi, La fortificazione del Sasso Simone, (1975), p. 29; Fantoni, Il Rinascimento italiano e l'Europa, (2005), III, p. 630; Fara, Bernardo Buontalenti. L’ architettura, la guerra e l’ elemento geometrico, (1988), p. 131; Fara, Il sistema e la città architettura fortificata dell’ Europa moderna dai trattati alle realizzazioni, 1464-1794, (1989), p. 110; Fara, L’ arte vinse la natura Buontalenti e il disegno di architettura da Michelangelo a Guarini, (2010), p. 134; Hirsch, Zeitschrift für Geschichte der Architektur, (1910), III, p. 26; Holmyard-Williams, A History of Technology: The industrial revolution, c. 1750 to c. 1850, (1958), p. XXVI, 341; Latil-Rivoire, Man and the Underwater World, (1956), p. 130; Luisi, Scudi di pietra i castelli e l’ arte della guerra tra Medioevo e Rinascimento, (1996), p. 109; Molà (a cura di), Il Rinascimento italiano e l'Europa: Produzione e tecniche, (2005), p. 630; Paci, La guerra nell'Europa del Cinquecento, (2005), p. 36; Pavan, Palmanova fortezza d’ Europa 1593-1993, (1993), p. 420; Redolfi, Venezia e la difesa del Levante da Lepanto a Candia 1570-1670, (1986), p. 153; Romby, I cantieri della difesa nello Stato Mediceo del Cinquecento, (2005), p. 212; Severini, Fortificazioni e controllo delle acque in Toscana fra ‘500 e ‘600, (1999), p. 158; Stroffolino-De Seta, La città misurata tecniche e strumenti di rilevamento nei trattati a stampa del Cinquecento, (1999), p. 46; Triewald-Fardell-Phillips, The art of living under water, (2004), p. 27.