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Genova, Dalla Tipografia di A. Ponthenier, Agosto 1822. In-8° (23 cm x 16,5 cm). Pp. 21, (1). Con un curioso antiporta allegorico con un naso di profilo ed il motto “Sic itur ad astra”. Brossura azzurra dell’ epoca. Un debole fioritura circolare alle ultime due pp. finali, peraltro esemplare dai margini ancora in barbe, in stato di conservazione molto buono.
Rara edizione, 3 soli esemplari censiti in ICCU, edita nello stesso anno della prima ediz. stampata a Pisa da Capurro co’ caratteri di Didot, di questo celebre scritto dell’ illustre letterato aretino, Antonio Guadagnoli. La cui produzione letteraria (poesie, novelle) ha sempre un tono divertito e colloquiale; le sue poesie satirico-giocose a giusto merito si inseriscono vivacemente nella tradizione della lirica burlesca italiana. Con la pubblicazione di questo poemetto l’ autore, scherzando sul proprio Naso “esageratamente proboscidale”, conseguì un grande successo, qui rivolgendosi alle donne, il “poeta nobile spiantato”, sulle orme della più consumata tradizione burlesca, si sbizzarriva in un crescendo di invenzioni maliziose sul naso-fallo (Zago, p. 49).
Bibliografia: Biblioteca Umoristica, 4; Clio, 8410; Parenti, 280. Cfr. Bonino, Cosí per gioco sette secoli di poesia giocosa, parodica, satirica, p. 569; Brevini, La poesia in dialetto storia e testi dalle origini al Novecento, II, p. 2968; Dolci, Ottocento e novecento [dal risorgimento a oggi], p. 275; Previtera, La poesia giocosa e l'umorismo: Dal scolo XVII ai giorni nostri, p. 402; Polizzi, Poesie giocose e satiriche del Guadagnoli, p. 3; Stiavelli, Antonio Guadagnoli e la Toscana dei suoi tempi, p. 277; Zago, Un poeta della Toscanina Antonio Guadagnoli, p. 40.