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Litografia originale a colori su carta eseguita nel 1960 ca., dimensioni: 45,5 cm x 33 cm. Firmata a mano dell’ artista a matita in corsivo nell’ angolo inferiore destro e numerata a sinistra: tiratura complessiva di 103 esemplari, il nostro 1/103 ed è annotato a matita da Masson “Bon à tirer”. Il termine bon à tirer indica che questa è la grafica di riferimento fondamentale, conforme alle aspettative di qualità e resa grafica dell’ artista che così, approvata e firmata, autorizza la stampa dell’ intera tiratura. Foglio dalla fresca inchiostratura in ottimo stato di conservazione.
Fece parte del movimento Surrealista fin dai suoi inizi anche se la sua ricerca fu sempre indirizzata all’ esplorazione del mondo irrazionale tramite l’ arte. Sperimentò diverse tecniche di disegno ma fu anche scultore, scenografo per il teatro, critico d’ arte, poeta e scrittore. È noto per aver inventato, sin dal 1923, il “disegno automatico”, anticipando la scrittura automatica che Breton formulò l’ anno dopo nel suo Manifesto; più tardi, ritenendo le tecniche automatiche del surrealismo limitanti, lo lasciò. Da convinto sostenitore della validità espressiva dell’ automatismo inconscio per cui il movimento sarà sempre uno dei caratteri fondamentali della sua arte, la sua ricerca artistica lo porterà poi a concepire la “pittura automatica” ovvero derivata da fattori casuali in cui, senza un prima e senza un dopo, tutto semplicemente appare. La sua tecnica singolare influenzerà profondamente la successiva Action painting di cui Masson viene considerato un anticipatore, sarà fondamentale per gli artisti del successivo espressionismo astratto come Jackson Pollock e Arshile Gorky. L’ artista prima lasciava gocciolare della colla sulla tela, poi spargeva della sabbia sulle macchie di colla e quindi ripassava sopra le forme con la pittura a olio. Profondamente segnato dai recenti conflitti vissuti dall’ inizio del secolo, Masson già nel 1939, nei suoi Cahiers d’art, espresse chiaramente la convinzione profonda che, ben oltre ogni ricerca artistica espressiva, attraversa tutta la sua opera: “il solo motore di un’ opera d’ arte deve essere l’arricchimento dell’essere umano, la trasmutazione dei valori, la denuncia dell’ ipocrisia sociale, morale e religiosa e la denuncia della classe dominante, responsabile della guerra imperialista e della regressione fascista”.