
#dentisrarebooks
© Copyright 2025 - All rights reserved
€3200.00 (In Stock)
[Bononiae], Impresseum Hieronymum de Benedictis Cive bononiensem, Anno 1512. In-folio ( 30,2 cm x 21 cm). Cc. XXXII numerate al recto. Segnatura: A-E6, F4. Sontuosa legatura nobiliare d’ inizio ‘900 firmata al piatto ant. “V. Giusti Roma”. Piatti inquadrati da un decoro composto da 6 cornici disposte a scalare riccamente ornate da fregi fitomorfi impressi in oro con, al centro del piatto ant. due armi nobiliari dipinte a tempera sormontate dalla corona marchesale; al centro del piatto post., una grande stella in oro composta ricchi ed elaborate motivi fitomorfi. Esemplare fresco e genuine con carta croccante e ad ampi margini in ottimo stato di conservazione.
Prima edizione, assai rara, dell’ importante commento di Achillini al primo libro della Fisica di Aristotele, che riporta le lezioni universitarie dell’ illustre filosofo bolognese. Alessandro Achillini, noto come il “Il secondo Aristotele” per la sua padronanza del pensiero del filosofo Greco. Fu un illustre rappresentante della cultura umanistica a cavallo tra XV e XVI secolo ed uno dei più celebri aristotelici del suo tempo, si associò alla corrente aristotelico-averroista dei sigieriani, i seguaci di Sigieri di Brabante, vicini alle interpretazioni più radicali della filosofia di Aristotele, sostenevano la teoria della “doppia verità” e dell’ eternità del mondo, concetti che entravano in conflitto con la fede cristiana.
La sua “Expositio” esemplifica la transizione dal commento scolastico a un approccio più umanistico alla filosofia naturale che pone l’ essere umano e la sua esperienza diretta al centro dell’ indagine sul mondo naturale, interpretandolo come un organismo vivente. A differenza del puro meccanicismo, questo approccio valorizza la comprensione qualitativa, la finalità e l’ interdipendenza tra uomo e ambiente, vedendo la natura come specchio o estensione dell’ esperienza umana. La natura non è solo un oggetto da misurare, ma un contesto che l’ uomo sperimenta e interpreta, spesso attraverso la sensibilità, l’ arte e la filosofia, piuttosto che solo attraverso la matematica. La natura viene vista come specchio dell’ umanità o come un libro da interpretare per comprendere la condizione umana, includendo anche una dimensione etica di cura e rispetto
Bibliografia: Biblioteca Colombina, p. 8; BJ16, P. 34; Graesse, I, p. 14; Goldsmith, p. 3; Index Aureliensis, I/I, p. 42; NLM, P. 6; Serra-Zanetti, p. 417; USTC, 807716. Cfr. Berube, La Tradizione scotista veneto-padovana, p. 230; Madsen, Alessandro Achillini (1463-1512) and His Doctrine of universals and transcendentals A Study in Renaissance Ockhamism, p. 218; Raimondi, Codro e l’ umanesimo a Bologna, p. 123; Swiezawski, L’ Univers la philosophie de la nature au XVe siècle en Europe, p. 12; Ventrice, La discussione sulle maree tra astronomia, meccanica e filosofia nella cultura veneto-padovana del Cinquecento, p. 255.