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Venetiis, Apud Iordanem Zilettum, (Ex officina Stellae Iordani Ziletti),1574. In-folio (37,1 cm x 24,5 cm).Pp. (8), 591, (1). Segnatura: *4, A-4E4. Solida legatura del tempo in piena pergamena rigida, autore e titolo manoscritti, da mano cinquecentesca, sul doeao a tre nervi (abilmente consolidato). Carattere corsivo e romano. Grande marca tipografica impressa in xilografia sul frontespizio: una “Stella cometa con otto piccole stelle tra le punte; intono alla coda nastro con motto: Inter omnes.). Dedicatoria a Jacobo Boncompagni, figlio naturale di Papa Gregorio XIII Testo incorniciato a piena pagina da una doppia cornice xilografata. Testatine e grandi capolettera elegantemente incisi in xilografia. Numerose glosse in bella grafia di studioso del ‘500, disposte in modo ordinato ed elegante ai margini dell’ opera, arricchisco integralmente il libro. Qualche fioritura al margine inferiore bianco di alcune pp. iniziali e all’ angolo inferiore esterno di un paio di cc. finali, le pp. finali tra 489-495 si presentano un po’ uniformemente arrossate, peraltro esemplare in stato di conservazione molto buono.
Prima edizione, assai bella ed affascinante grazie alla mano di un umanista rinascimentale che ha impreziosito il libro con le sue ricche e belle glosse, della più importante opera dello storico modenese Carlo Sigonio. L’ opera viene considerata il primo tentativo di analisi critica della storia italiana del tardo medioevo, molto importante per la storia del dominio normanno e svevo nell’ Italia inferiore oltre che per il gran numero di notizie sulle famiglie nobili d’ Italia, duchi, principi, marchesi, conti, vescovi, abati, ecc. “Erudito appassionato, fornito di acuto spirito critico, avvertì in special modo l' importanza dell’ elemento giuridico nello sviluppo delle istituzioni. Scrisse molto di storia e letteratura greca e romana, ma la sua opera principale è il De Regno Italiae (1574), che copre l’ età medievale dal 570 con le migrazioni e la conquista della penisola appenninica da parte dei popoli settentrionali nel 1200 e che fa di S. il maggior precursore di L. A. Muratori” Treccani). Sigonio “a l’ un des premiers fait de l’ erudition une veritable science. Il eut le courage de visiter les archives de toute l’ Italie” (Hoefer). Fra i cultori di storia nel XVI secolo, Sigonio si distingue per la sua passione erudita, per la quale può essere avvicinato al suo amico Onofrio Pallavicino, per il suo amore e rispetto del documento, per la sua attività di ricercatore di biblioteche e di archivi, per le sue doti di equilibrio e di saggezza nella discriminazione e nell’ uso delle fonti. “Sigonio non si basò solo sulle cronache ma la sua Storia d’ Italia è un compromesso tra Blondus e Bruni...Egli applicò semplicemente i principi della storia di Milano alla storia italiana generale. Consultò sistematicamente documenti storici come fonti e, tra i primi, intraprese persino veri e propri viaggi d’ archivio.” (Fueter).
Bibliografia; Adams, S-1120; BM-STC 813; EDIT16, CNCE, 41274 Fueter 131; Graesse, VI, 398; Griffante, p. 192; Lipari, II, p. 842; USTC, 586346. Cfr. Bauer, The Invention of Papal History Onofrio Panvinio Between Renaissance and Catholic Reform, p. 161; Cappelli-Viganò, Cronologia, cronografia e calendario perpetuo, p. 503; Ditchfield, Liturgy, Sanctity and History in Tridentine Italy, p. 387; Golinelli, Matilde e i Canossa nel cuore del medioevo, p. 319; McCuaig, Carlo Sigonio: The Changing World of the Late Renaissance, p. 349; Palumbo, Le porte della storia, p. 191; Pertusi, Storiografia umanistica e mondo bizantino, p. 21.